Bookcity 2019 | Tra pagine e deliri

Milano Bookcity

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Che cos’è Bookcity? Ce lo dice il sito ufficiale:

Bookcity è una manifestazione di tre giorni (più uno dedicato alle scuole), durante i quali vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura, a partire da libri antichi, nuovi e nuovissimi, dalle raccolte e biblioteche storiche pubbliche e private, dalle pratiche della lettura come evento individuale, ma anche collettivo.

Bello, vero? Questo è stato il mio secondo anno passato in giro per Milano a spulciare biblioteche, librerie, partecipare a eventi, presentazioni, firmacopie e via dicendo. L’atmosfera è fantastica per un lettore appassionato, persino il Castello Sforzesco si veste in tema per tutta la durata della manifestazione.

Come sempre, per tutti e quattro i giorni ha diluviato (sarà la maledizione del Lucca Comics), ma la pioggia non ha fermato gli accaniti lettori. Per scattare la foto qui sotto mi sono impantanata così tanto che ho dovuto lavare gli stivaletti una volta a casa. Sono ancora lì ad asciugare, forse dovrei usare il phone, effettivamente. Volete scoprire cosa ho visto e cosa mi ha lasciato Bookcity 2019? Continuate a leggere!

Io al Milano Bookcity
Divisorio

Le cose buone di Bookcity

Ho partecipato a diversi eventi, ma se dovessi raccontarveli tutti saremmo ancora qui il prossimo anno. Per cui ne scelgo un paio, i miei preferiti, e aggiungo alla fine delle considerazioni generali.

Il primo evento da citare è la presentazione del libro Incanto di Michele Bellone. È stato un viaggio meraviglioso all’interno della magia del fantasy legata alla scienza, ripercorrendo i passi di grandi scrittori come Tolkien e Lovecraft.

È sempre difficile parlare del fantasy senza scadere in argomenti saturi da molto tempo, senza ripetersi in modo noioso o ridurre l’argomento a “lettura da bambini”. Fatevelo dire da una che è vissuta a pane e fantasy: è un genere fin troppo sottovalutato, soprattutto dalle generazioni più in là con l’età (alla fine dell’articolo parleremo di questo argomento).

Incanto di Michele Bellone (clicca sull’immagine per scoprirlo)

Il secondo evento è stato la presentazione del libro di Rick Du Fer. Aspettavo da molto la possibilità di incontrare Rick e sentirlo parlare dal vivo. Come immaginavo, è stata un’esperienza meravigliosa, l’ora è volata e sono tornata a casa ispirata e carica. Perché è questo che succede quando si è in compagnia di persone stimolanti e dalla mente aperta: migliori un po’ anche tu.

Tra l’altro, consiglio a tutti il podcast di Rick, Daily Cogito. Vale la pena ascoltare un po’ di buoni pensieri, così, per ricordarci che il mondo non è solo quello che vediamo ogni giorno, ma c’è molto altro aldilà della comfort zone.

Spinoza e Popcorn di Rick DuFer (clicca sull’immagine per scoprirlo)

E poi mille altri, con ragazzi e adulti di tutte le età che giravano per la città con le loro borse piene di libri, ignorando la pioggia battente, tutti presi dai loro mondi di carta e inchiostro. Bambini che chiedevano ai genitori di comprargli pacchi di libri. Ho visto un mostriciattolo presentarsi dal padre con una pila così grande in braccio da coprirgli il viso, sembrava un cartone animato. Mi ha fatto molto ridere.

Aggiungiamo alla ricetta musica, spettacoli teatrali sulla strada (sì, con la pioggia) e musei aperti per ospitare eventi. Le idee, gli spazi e l’affluenza c’erano tutti. Cosa mancava, allora? Ve lo dico qui sotto.

Divisorio

Le cose cattive di Bookcity

Purtroppo, sì, c’è anche un elenco di cose negative. Forse solo su questo blog, perché sono una rompi saponette, ma se non ve lo dice nessuno, ecco che arriva la Juls a straparlare e mettere i puntini sulle zeta.

La prima cosa che mi ha colpito in negativo è stata l’affluenza di presentatori “all’antica”. Mi spiego. È ovvio che la lettura e la scrittura siano per e di tutti, ci mancherebbe, ma si è parlato molto di avvicinare i ragazzi alla lettura, “i giovani non leggono”, “insegniamo ai giovani a leggere” e poi mi si presentano queste figure, sicuramente preparatissime, ma molto lontane dal linguaggio dei giovani.

Non si può pensare di arrivare ai giovani annoiandoli o facendogli passare la letteratura come una cosa pesante. Avrei gradito molto la presenza di persone più giovani a presentare o avere un dialogo costruttivo con una generazione che non è la loro. È un po’ il problema dell’Italia, secondo cui i giovani non esistono e non vengono considerati. Una mentalità sbagliata che ha portato e porterà ancora cose negative, in piccola o larga scala.

E magari potessi parlare solo di presentazioni noiose, c’è di peggio. Al Castello Sforzesco hanno tirato su un tendone libreria durante Bookcity e mi ci sono ritrovata passeggiando. Ho iniziato a spulciarlo pian piano, da un lato all’altro, alla ricerca di idee e titolo vecchi e nuovi. Verso metà, ho iniziato a chiedermi come fossero divisi.

Trovavo solo narrativa letteraria, mentre la narrativa di genere era praticamente inesistente. Mi sono detta “guarda meglio, Ju”, ma niente. Si saltava dalla narrativa letteraria ai libri per bambini. Libri di genere (fantasy, horror, romance, action, giallo, ecc.) non pervenuti, young adult o adult neanche a parlarne. Che cosa cerchi di dirmi, Bookcity? Che la narrativa di genere non è narrativa? Siamo ancora alla vecchia guerra tra letteratura “alta” e letteratura “bassa”? Che tristezza.

Bibliobus al Castello Sforzesco
Divisorio

Un pensiero su Bookcity e la lettura

Si ricollega tutto al vecchiume che pervade la letteratura, credo. Se si continua a pensare che i libri siano qualcosa da aspiranti letterati schiavi dell’alterigia, allora siamo davvero cento anni in ritardo sul mondo. Ve la dico io la verità e stampatevela bene in testa: bisogna leggere, punto. Senza litigare, prendersi in giro, fare a gara su quale libro sia più importante perché classico e quale meno importante perché parla di robottoni. Leggete. Roba bella, possibilmente, che potete trovare in ogni genere. Evitate solo i libri pessimi, quelli con insegnamenti da dimenticare. Ma leggete e smettetela di ascoltare quelli che vi dicono “ah, leggi horror, che stupidino, quella non è letteratura”. Chi vi dice questo è un idiota.

L’argomento sarebbe da approfondire, due paroline buttate lì non bastano per esaminare le sfaccettature di un problema che va avanti da molti e molti anni. Come sempre, ho espresso il mio pensiero in maniera chiara, senza fronzoli o modi politically correct. Vi ripeterò sempre che le storie sono per tutti. E continuerò a ricordarvi che, la notte, in quella stanza in penombra, con il vostro libro preferito tra le braccia, non siete soli. Le storie ci uniscono, non credete mai a chi dice il contrario. Leggete per capire il mondo, per emozionarvi, per trovare persone come voi, per imparare e per molte altre cose, ma mai, mai e mai per dividere.

Spero di avervi tenuto compagnia con questo articolo e che, un giorno, molto presto, qualcuno finalmente si sveglierà e si renderà conto che insieme è meglio. Voi continuate a perdervi nelle storie che amate e non dimenticate di condividere con me i vostri libri preferiti (o quelli che proprio non vi sono piaciuti) nei commenti e sui social.

E se volete leggere con me, entrate nel Book Club. Vi aspetto!

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2 commenti su “Bookcity 2019 | Tra pagine e deliri”

  1. Brava mi piace molto il modo in cui presenti, in cui racconti, anche la tua critica costruttiva.
    Che Milano … piccola Berlino ti possa aprire ancor più la mente, che i tuoi passi possano procedere senza paura di inzaccherarti, finché non ti si spieghino le ali
    Un abbraccio
    Leggete ma soprattutto viaggiate

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