Morning pages | Perché dovresti iniziare a scriverle

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Ho scoperto le Morning Pages durante gli ultimi mesi dello scorso anno, per caso, leggendo un articolo su internet. Questa pratica mi ha colpito subito e ho iniziato a informarmi per bene e a testare la cosa. Visto che sono una persona schietta, ve lo dico subito: il primo esperimento è fallito. Non farò quella perfettina, con le unghie laccate e i quaderni da dieci euro l’uno, che mostra al mondo quanto tutto le riesca in modo impeccabile. Nah, io il più delle volte finisco a gambe all’aria e poi mi rialzo (con stile, eh). Ho iniziato le Morning Pages e sono crollata alla seconda settimana. C’erano delle cose che proprio non mi andavano giù, ci litigavo ogni mattina e ogni mattina mi ripetevo che era stupido continuare così. Finché mi sono arresa.

E qui arriva il bello! L’obiettivo di un percorso di crescita personale è superare i propri limiti, cancellare brutte abitudini e costruirne di migliori. Di solito, è difficile, dannatamente pesante, soprattutto nei primi giorni. Arrendersi è quasi fisiologico al primo tentativo, ma ciò che distingue i vincenti dagli altri è la loro capacità di rialzarsi e ricominciare da capo. Quindi ho esaminato la questione e ho capito che quello che mi dava fastidio era proprio l’ostacolo da superare, il tassello da smussare, quello nascosto per bene, che non vedi finché non ci inciampi sopra e finisci con le chiappe a terra. Dopo questa elegante immagine, vado a spiegarvi nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Cosa sono le Morning Pages

Le Morning Pages sono un’invenzione di Julia Cameron (ne ha parlato nel suo libro: La via dell’artista. Come ascoltare e far crescere l’artista che è in noi) e consistono in una cosa che sembra semplicissima da fare: riempire tre pagine di quaderno con un flusso di pensiero ogni mattina, per almeno tre mesi. Sì, lo so, adesso starete pensando “se avessi voluto fare l’amanuense sarei nato nel 1350”, ma non fate gli acidi che già basto io.
Julia Cameron spiega la pratica in modo comprensibile, ma io voglio farvela ancora più facile. Ve la divido in punti.

REGOLAMENTO

– Mettete la sveglia un po’ prima del solito, per ritagliarvi il tempo necessario;

– Prendete un quaderno e una penna (di qualsiasi colore, tipo, ecc. basta che il quaderno non sia più piccolo di un A5);

– Riempite tre pagine come fosse un diario personale, ma senza ricercare la perfezione. Scrivete senza rimuginare, seguendo quello che vi viene al momento, anche se vi sembrano cose stupide o inutili, scrivete e basta, tutto quello che vi passa per la testa;

– Quando avete finito, NON rileggete neanche una parola, chiudete il quaderno, mettetelo sul comodino e lasciatelo lì a dormire (se ne avrete voglia, potrete rileggere qualcosa dopo tre mesi, non prima);

– Fate questo per TRE mesi.

Perché seguire questa pratica?

Perché ve lo dico io, ovviamente. E anche perché vi accorgerte, presto o tardi, che Julia ha ragione: tutti abbiamo un po’ d’arte dentro, solo che non sappiamo come tirarla fuori. E non venite a dirmi “ah, io sono un orso, queste cose non le faccio, gne gne gne”. È ovvio che non funzioni se non vi aprite alle possibilità. È un po’ come quando qualcuno cerca di aiutarvi, ma vi chiudete in voi stessi e non accettate una mano. L’altro potrà fare quello che vuole, ma i primi a volerci salvare dobbiamo essere noi. Ecco, per la crescita personale vale lo stesso: se c’è qualcosa che non va nella nostra vita e vogliamo migliorarla, non possiamo sperare nei miracoli. Non esistono, mi dispiace distruggere la vostra idea idilliaca di esistenza. Il miracolo, o come preferisco chiamarlo io la magia, ce lo creiamo da soli. Ogni giorno. Con fatica.

La Morning Pages sono solo uno dei percorsi da battere, il primo che vi suggerisco e probabilmente il più comodo. Non dovete neanche alzare il vostro bel culetto dalla sedia, ma dovete fare una cosa più importante: leggervi dentro, aprire il cuore e lasciar fluire tutto sulla carta. Dopo un po’, la mano andrà da sola, non ci sarà bisogno di pensare. Abbiamo talmente tanto caos in testa, ogni minuto, che sarà un sollievo poterne sbattere una parte fuori. C’è di bello che questa parte tornerà indietro poco dopo, più ordinata, silente e piacevole.

Mettere su carta i propri pensieri aiuta a dare priorità a quelli importanti e sfogare un po’ di frustrazione. Anche per questo le Morning Pages si scrivono la mattina.

Un esempio per renderla più semplice

Ammettiamo che abbiate una telefonata importante da fare. La state rimandando da un secolo perché vi imbarazzate o perché non vi sentite sicuri. Scrivere tutti i vostri dubbi, paure e incertezze su carta li alleggerirà. Inoltre, magari, scrivendo verranno fuori anche le motivazioni per cui proprio non riuscire ad alzare la cornetta. Magari nel vostro flusso di pensiero vi ricorderete di quanto avete fatto per arrivare fin lì, di quanti avvenimenti peggiori avete superato, e vi renderete conto di quanto sia ridicola la vostra paura in confronto a tutte le meraviglie che potreste conquistare superando l’ostacolo. Nella nostra testa, tutte queste cose si mischiano senza ordine, si aggrovigliano e non riusciamo a leggerle in modo lineare. Spesso parlarne con qualcuno ci aiuta e ci sblocca. Immaginate, quindi, le Morning Pages come un altro voi, una persona che metterà in luce le cose buone e quelle cattive.

Lo so, lo so, sembra complicato. Non voglio spaventarvi o farvi abbandonare la nave prima di aver almeno provato il timone, quindi lasciate perdere i discorsoni e provate, forza! Vi suggerisco di scegliere un quaderno che vi sia d’ispirazione, che vi faccia dire “ho voglia di riempirlo” e magari una penna carina. La regola sarebbe di usare un quaderno A4 o poco più piccolo, ma è una delle cose che mi ha bloccata all’inizio. Nonostante sia abituata a scrivere pagine su pagine, farlo a mano parlando solo di me è stato complicato. Vi dico un trucco: iniziate con un A5 e più tardi, quando il primo quaderno sarà completo, passate all’A4. Farà meno paura, fidatevi.

Al lavoro, forza!

Quindi? Non avete ancora messo il quaderno sul comodino? Vi vedo, eh! Che scrivo a fare questi post se poi non seguite i consigli? Quello delle Morning Pages è solo il primo step di questo percorso insieme, fatevi trovare preparati per il prossimo. Io sarò qui ad aspettarvi, con il mio quadernino rosso scuro e la mia penna blu, pronta per una nuova avventura, con voi e con me stessa.

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2 commenti su “Morning pages | Perché dovresti iniziare a scriverle”

  1. Io ho un quaderno della gratitudine a volte mi dimentico per 2 giorni di scriverci la sera ma cerco di scavare per bene di cosa potrei essere grata di quei due giorni per recuperare e un po’ per darmi una lezione perché non amo fare queste cose. Ma da un po’ penso che sarebbe bene anche solo scrivere. Avevo una pagina e per la paura di essere scoperta smisi di scriverci il giorno in cui qualcuno mi chiese se avevo scritto io una cosa. Ma da allora non scrivo. Ho smesso di fare tutto quello che mi piaceva. Seguirò il tuo consiglio. Grazie infinite

    1. Molte persone che convivono con qualcuno hanno paura di essere lette. Ho un consiglio: puoi salvare il tuo diario sul computer e mettere una password al documento, oppure utilizzare le applicazioni per cellulare che fanno la stessa cosa e ti permettono di scrivere ovunque. Oppure apri una pagina (Facebook o Instagram, ad esempio) usando uno pseudonimo. Nessuno saprà chi sei e sarai libera di scrivere quello che vuoi. Fammi sapere come va, mi raccomando ?

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