Blogtober | La leggenda di Jack-o’-Lantern

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Rubrica a cura di Giulia Tolentino
Editing di J. A. Windgale

Samhain. Non si può parlare o pensare a Samhain (o Halloween) senza ritrovarsi a immaginare il suo simbolo per eccellenza: la zucca! (A meno che non siate dolce-dipendente come me, in questo caso sbavereste pensando al cioccolato, alle caramelle, alla mela caramellata, ai biscotti, ai… ops!)

Quindi eccoci qui a parlare del famoso frutto arancione (e, no, non stiamo parlando delle arance). Grandi, piccole, intagliate, dipinte, scavate, spaventose, buffe, orripilanti… le zucche di Halloween hanno molteplici aspetti e sono tutte particolarissime. Perché, però, dovremmo mettere una zucca sulla nostra soglia? E da dove proviene questa tradizione?

Non da Bormio, dove c’è l’usanza di svuotare una zucca per poi metterla, ricolma di vino, davanti alla finestra per far (ubriacare) bere i defunti; né dalla Puglia, dove ancora oggi si decorano le zucche, chiamate “cocce priatorje” e si offre cibo agli angoli delle strade; neppure dal Veneto, nonostante il fatto che lì da secoli la “regina arancione” venga trasformata in una lanterna con una candela a simboleggiare la resurrezione dell’anima. Per ritrovare l’origine di questa tradizione, dobbiamo percorrere le moorland d’Irlanda. Si tratta, appunto, di una vecchissima leggenda irlandese, il racconto popolare di Stingy Jack e del suo patto col Diavolo.

Il primo inganno

La storia narra di un uomo, noto ubriacone, baro e malfattore di nome Jack che, nella notte di Ognissanti, riuscì a ingannare il Diavolo. Satana, a quanto pare, voleva l’anima di Jack e non aveva intenzione di aspettare. Lo trovò quindi in un pub, ubriaco fradicio, mentre beveva boccale dopo boccale. Gli si avvicinò con tutta l’intenzione di reclamare il suo premio, quando questi gli chiese almeno di offrigli un’ultima bevuta, visto che era rimasto senza un soldo. La Stella del mattino acconsentì (in fondo, anche ai condannati a morte viene offerto un ultimo pasto) e si tramutò in una moneta. Jack la prese, ci giocherellò un po’ e la mise nel suo portafoglio, proprio accanto a una croce d’argento. Il Diavolo si infuriò, ma non poté fare niente: era bloccato in quella forma. Così strinsero un patto con valenza decennale: dieci lunghi anni di pace per Jack. Passati questi, Lucifero tornò a reclamare ciò che oramai considerava suo: l’anima di Jack.

Il secondo inganno

Jack lo incontrò in un bosco, dimesso e pronto ad affrontare il suo destino. Chiese solo un’ultima mela e il Diavolo, sicuro di aver vinto, acconsentì. Per velocizzare la situazione, e su richiesta di Jack, iniziò quindi a scalare un melo, peccato che sulla corteccia venne subito incisa una croce, che lo intrappolò. Il patto fu quindi rinegoziato: niente più tentazione per Jack e sarebbe stato libero.

La pena

Ma, come tutti sappiamo, al Diavolo piace avere l’ultima parola. Gli anni passarono e arrivò per Jack il momento di lasciare questo mondo. Fu allora che si ritrovò bloccato: non poteva andare in paradiso a causa della sua condotta, ma neanche all’inferno, non quando il suo principe aveva promesso e giurato di non cercare di prendere mai più la sua anima.
Si ritrovò condannato a vagare sulla terra, senza scampo, ogni notte nell’oscurità, fino al giorno del giudizio. E l’unica luce che aveva per illuminare la via nella tremenda tenebra che lo opprimeva era costituita da un piccolo tizzone d’inferno (che il Diavolo gli aveva tirato dietro, sappiamo tutti che ha un caratteraccio) protetto dal vento gelido da una rapa che Jack stesso aveva scavato a tal scopo. E così, ancora oggi cammina, senza meta e senza riparo. Chissà che non lo incontriate, una notte di queste…

Lanterna o zucca

Questa leggenda, la storia di Jack-o’-Lantern (come fu poi conosciuto) fa parte della tradizione popolare irlandese. Per secoli, gli abitanti di queste terre hanno utilizzato rape intagliate o altre verdure di stagione con una candela accesa al loro interno per tenere lontani gli spiriti maligni, pensando che la vista del simulacro dell’anima dannata di Jack potesse farli fuggire. Questa “lanterna” con il ghigno beffardo dell’oramai famoso dannato veniva posta sulla soglia di casa per tutta la durata di Halloween, per protezione.

“Lascia che Jack-o’-Lantern proietti nel buio
una luce dalle tonalità soffuse e dorate.
Così trafiggerà il velo del futuro e mostrerà
qual è il destino che tiene in serbo per te“.

Ma perché intagliamo una zucca invece di una rapa? Colpa degli americani, o meglio del loro clima. Quando gli irlandesi emigrarono negli USA, ebbero una brutta sorpresa: le loro rape erano minuscole! Quindi cercarono accuratamente un frutto di stagione con il quale sostituirle. Trovarono la zucca americana, più grande delle loro, più facile da intagliare e da scavare, del colore dell’autunno, uno dei colori di Samhain. Ecco spiegato perché ancora oggi la zucca ha il ruolo da protagonista in questo giorno stregato.

E Jack? Be’, lui non è tornato a casa come uno dei personaggi di Hook – Capitan Uncino, né sta ancora navigando verso un’avventura come Jack Sparrow. È diventato una leggenda, che ha ispirato molti dei nostri “cattivi” come il re delle zucche in Nightmare Before Christmas.

Il mio consiglio? Trovate una zucca e sbizzarritevi! Non fate quella faccia, suvvia, non vi ho consigliato di fare una processione al cimitero per versare del latte sulle tombe… Mica siamo in Bretagna, no?

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