Mabon | Equinozio e compleanno

Mabon equinozio compleanno

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Il 21 settembre quest’anno cade di lunedì e coincide con il mio compleanno. Dico sempre di essere una figlia dell’autunno, visto che ho ragione? Giorno più giorno meno, oggi inizia la stagione che preferisco. Iniziano le folate di vento fresco che scuotono le foglie secche e contribuiscono a creare manti di meraviglioso marrone, arancio e rosso. Iniziano i temporali, quelli che ti accompagnano mentre prendi un buon tè o chiacchieri con gli amici indossando una vestaglia. Inizia l’odore della pioggia nel bosco, che ti culla dolcemente in ricordi e memorie perduti.

Settembre è come un amore perduto, lascia quel senso di amarezza che si trasforma in semi da piantare per crescere e andare avanti. Ho sempre sfruttato questo periodo per progettare, rileggere l’agenda appena terminata per capire cosa ho realizzato e cosa ancora non è andato in porto, prepararmi al nuovo anno che per me inizia proprio ora. Gennaio, non mi avrai, io seguo il calendario celtico/pagano, ah!

Mabon

Mabon è l’antica festa del raccolto, la prima del semestre oscuro (quello invernale, per capirsi, quando le giornate sono più corte). È il tempo dell’equilibrio, in cui luce e buio hanno la stessa durata. È anche tempo di bilanci: ci si guarda indietro per capire cosa abbiamo raccolto dalla semina e cosa vogliamo iniziare a costruire. Proprio quello che vi ho detto prima, vero? La cosa interessante è che mi sono accorta di aver festeggiato Mabon per anni prima di sapere della sua esistenza.

Non sono cresciuta in una famiglia pagana, nessuno mi ha iniziata, istruita e via dicendo. Ho scoperto il cammino da sola, o meglio credo sia stato lui a trovarmi. Se volete la definizione precisa, sono una strega eclettica e solitaria, il che significa che non seguo un percorso predefinito ma mischio diverse tradizioni seguendo l’istinto. Mi sono sempre ritrovata in questa descrizione, perché l’importante per me è sempre stato crescere, migliorarmi, studiare e adattarmi alla vita che sento più mia. Non voglio far parte di un gruppo perché è così che richiede la società, non voglio comportarmi in un certo modo, fare un certo lavoro perché è questo che ci si aspetta da me. Voglio godere della mia spiritualità e del mio corpo, imparare dalla natura e dalla storia, scegliere chi sono ogni giorno senza catene.

Era Mabon quando ho iniziato a seguire questo percorso ed è Mabon ogni volta che mi fermo a guardarmi dentro, chiedendomi se sto calcando il sentiero giusto. È Mabon quando mi sento stanca e ho bisogno di ricaricarmi, quando ho bisogno di credere di più in me stessa, di proteggermi, di sentirmi sicura. È Mabon in ogni fine e ogni inizio.

Le foglie che ho raccolto nel bosco

Magia e natura

Il mio compleanno dura un giorno soltanto, ma i festeggiamenti durano una settimana. È la mia tradizione. Tre giorni di equinozio, dal 21 al 23, e gli altri dedicati alle persone che amo e al relax. E come trascorro il tempo in questo periodo particolare?

Iniziamo con la pratica spirituale. Innanzitutto, preparo la casa ai mesi freschi. Lavo tutto e metto nell’acqua per i pavimenti sale e salvia. Poi accendo lo smudge di salvia e lo passo in tutte le stanze, facendo arieggiare. Preparo un cestino con frutta di stagione (mele, uva, noci, melograno) e lo pongo sull’altare insieme a foglie raccolte nel bosco. Uso candele arancioni e rosse per l’altare e utilizzo pietre come l’onice e l’ossidiana (che porto anche al collo).
Quando è tutto pronto, passo diverso tempo a meditare con le candele accese e una musica rilassante, oppure con il rumore della pioggia, se sono fortunata. Ne approfitto per riposare e ricaricarmi.

A questo proposito, vorrei fare un appunto. Viviamo in una società che condanna il riposo. Se ti riposi non concludi nulla, bisogna fare cose, fatturare, andare alle feste, godersi la vita. Non è vero. Il riposo è necessario per il corpo, ma soprattutto per la mente. Riposarsi non è sbagliato, è la cosa più giusta che possiamo fare in alcuni periodi. Concedetevi delle ore per voi, ascoltatevi, perché non c’è nessuno in grado di farlo come voi stessi.

Passiamo a quella che chiamo “pratica personale”. Che poi è legata a quella spirituale, se parliamo della mia persona. Cerco di vivere l’intera vita seguendo un cammino positivo, anche quando cucino ci metto tutta l’attenzione e tutto il cuore. Infatti una delle cose che faccio a Mabon è cucinare qualcosa di dolce, come i biscotti o la torta di mele (anche se con la torta mi aiuta Lu, se no io sono capace di dar fuoco al palazzo).
Addobbo anche la casa con parte delle foglie raccolte e qualche legnetto recuperato nel bosco. Spesso creo anche dei pendenti da attaccare alle porte o sui muri, adoro circondarmi di cose fatte a mano.

Ho sempre una tazza di tè vicino, perché per me è come un rituale, una coccola che mi concedo quotidianamente. E che offro anche agli amici quando vengono a trovarmi. La mia serata tipo è composta da tre cose: atmosfera, amore/amicizia e lunghe chiacchierate. Non c’è niente di più rilassante e appagante che passare ore in compagnia delle persone a cui vuoi più bene.

Ovviamente, in tutto questo scappa sempre una coccola a Willow, la mia cagnolina, che è sempre lì a trotterellarmi intorno e che amo dal profondo del cuore.

Altre foglie e legnetti

Luce e buio

Se Mabon è equilibrio tra luce e buio, dev’esserci un legame tra la data di nascita e la persona, perché io mi sento proprio così. Un po’ luce e un po’ buio. Ho momenti di pura energia e momenti di calo profondo, come se qualcuno accendesse e spegnesse un interruttore. Prima combattevo questa mia caratteristica, poi ho imparato a capirla. Se mi sento giù, vado a passeggiare nel bosco o medito. Se ho tanta energia, faccio sport o coinvolgo Lu in giochi divertenti. Insomma, seguo l’istinto, mi lascio andare. Sono fatta così, farmi la guerra non porterebbe a nulla e sicuramente metterebbe i paletti anche alla mia arte, la mia scrittura, che è il mio ossigeno.

Dovrei concludere questo articolo, ma mi è piaciuto così tanto scriverlo che non so come fare. Starei qui a raccontarvi cose fino a domani, ma di là c’è qualcuno che mi aspetta, è arrivato il momento di chiudere. Vi saluto con un sorriso di cuore e una sensazione di benessere che solo l’autunno sa lasciarmi. Andrò a mangiare la mia insalata colorata, la mia torta di mele e mi arrotolerò sul divano come un gatto abbracciata a Lu, con Willow ai piedi. È così che voglio vivere, godendomi ogni momento, ogni piccola cosa. Perché, in fondo, la vita non è grattacieli e rumore, ma piccole luci e sussurri.

Buon equinozio, anime belle.

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