FABULA | Dimmi, perché scrivi?

perché scrivi

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C’è una domanda che dovresti farti prima di sederti alla scrivania e iniziare a battere lettere sulla tastiera. Non sto parlando di domande filosofiche sul perché siamo nati, ma di una cosa molto più concreta. Fa’ molta attenzione a quello che sto per dirti, perché senza questo primo step non raggiungerai mai quel risultato, quel sogno che hai riposto nel cassetto.

Non sarà facile

Se sei qui a leggere questo articolo è perché ti interessa la scrittura. Magari già scrivi da qualche anno, hai pubblicato una storia a capitoli su Wattpad o hai pagine e pagine nascoste in un file Word che non faresti vedere neanche al tuo migliore amico. O magari no. Magari sei qui perché senti un desiderio, uno strano groppo all’altezza della gola che si scioglie solo quando prendi una penna in mano. Ecco, se rientri in uno di questi gruppi, sei sulla buona strada per rispondere alla domanda.

Perché scrivi? Non voglio una risposta veloce, una di quelle che dai quando ti chiedono il tuo cibo preferito. Ne hai tanti, non riesci a scegliere, allora ne dici uno a caso. No. Voglio una risposta pensata, ragionata, sudata. Devi sederti davanti un foglio e devi chiederti da dove viene quella voglia di riempirlo di parole. Perché, tra tante cose che ci sono da fare al mondo, hai scelto proprio la scrittura?

Ascolta il cuore

Impareremo insieme che la scrittura non è solo ispirazione, ma anche, e soprattutto, tecnica. Ma prima della tecnica, prima dell’ispirazione stessa, dev’esserci qualcos’altro. Una scintilla. Una luce. Qualcosa che rende quello che fai speciale e unico. Il tuo motivo. L’essenza del tuo sogno.

Vedi, tante storie sono già state scritte. Spesso ci si chiede se ci sia ancora qualcosa da dire. So risponderti a questa domanda e in un modo molto semplice: ci sarà qualcosa da dire finché ognuno di noi guarderà il mondo con occhi diversi. Non siamo robot, quello che vediamo, che proviamo, che sentiamo, può sembrarci simile, ma, nel profondo, è diverso per ognuno di noi.

E se a scrivere Romeo e Giulietta non fosse stato Shakespeare? Sì, lo so, non esisterebbe l’opera, ma prova a pensare fuori dalle righe. Se Romeo e Giulietta fosse stato scritto da Tolkien? Non sarebbe la stessa storia, no? Cioè, magari avrebbe la stessa conclusione, ma sarebbe tutt’altra cosa. Quello che cerco di dirti è che prima di scrivere devi scoprire il tuo punto di forza, devi chiederti perché sei diverso dagli altri, cosa c’è in te che vale la pena riversare su quei fogli.

È vero se ci credi davvero

Tutti vorremmo che le nostre storie venissero apprezzate e amate da più persone possibili. Ma, pensaci, perché si amano le storie? Perché trasmettono qualcosa e lo fanno bene. Quelle scritte come si deve, intendo, quelle che resistono alle pieghe del tempo e diventano immortali. Hanno il cuore dentro. Quello dell’autore e il nostro. Un grande cuore pulsante che puoi riconoscere a chilometri di distanza.

Trova il tuo. Trovalo, stringilo e poi riversalo nelle pagine. Se ci sei tu, c’è tutto. Anche se scrivi fantasy, horror o gialli. Non deve essere per forza un introspettivo, ci sono mille modi di mostrarsi per come si è attraverso piccoli, dolci inganni. Quindi, te lo chiedo di nuovo, ma in maniera diversa. Dove sei quando scrivi? Stai pensando a quanti soldi farai? A quanti commenti belli o brutti riceverai? A quanto famoso vorresti diventare o quanto sei più bravo di questo o quell’altro autore che non meritava la pubblicazione? Stop. Smetti di pensare a questa roba e fai un passo indietro. Torna in te. Perché, se parti da te, arriverai in fondo. Se rimani fuori, rimarrai fuori per sempre.

Perché scrivi?

Ci vuole tempo per capirlo. Non scoraggiarti se la risposta non ti viene al volo. Pensaci, studiati, trova la motivazione. Quella vera. Quella che ti permetterà di non buttarti giù nei momenti poco creativi o dopo una delusione, quella che ti fa svegliare al mattino felice, completo. Non posso dirti come trovarla, ognuno ha il suo metodo, ma non scappare o non smetterai più di farlo.

Leggersi dentro è una delle cose più difficili, ma se vuoi diventare uno scrittore, un vero scrittore, devi riuscirci. Non importa quante settimane, mesi o anni ci vorranno. Trova la risposta e inizierai il vero viaggio.

Il mio esercizio della settimana per te è rispondere a questa domanda. Scopri perché sei diverso, cos’hai da dire e perché vuoi farlo, cos’hai che gli altri non hanno e cosa può spingerti a lottare fino in fondo per un sogno. Dimmi, perché scrivi?

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4 commenti su “FABULA | Dimmi, perché scrivi?”

  1. Non scrivo molto al momento, molte idee ma poco drive.
    Il motivo per cui scriverei è dare un punto di vista diverso rispetto al mondo attuale utilizzando metafore e mondi sconosciuti (fantascienza e fantasy).
    Scrivere credo mi potrebbe piacere, mi sono divertito molto a scrivere storie e fanfiction in un gdr su facebook dedicato al mondo di Harry Potter.
    Ovviamente so che non è la stessa cosa, e forse è proprio la necessità di studio e analisi di TUTTO mi rende titubante a scrivere.
    Ah, so che sarei uno dei pochi scrittori che, alle prime armi, non dovranno tagliare un libro ma al massimo rimpolpare =D

    1. Mi fai sentire vecchia: ai miei tempi i gdr erano su forumfree xD Anche io ho iniziato da lì, è stata un’ispirazione non indifferente. Comunque, non è obbligatorio scrivere un mega romanzo, agli inizi. Puoi anche scrivere per te stesso e stare bene così. Non c’è nessuno che ti sta con il fiato sul collo.

  2. Io come dissi scrivevo. Poi smisi. Dipingevo ,disegnavo storie di manga. Smisi. Creavo cose con le mani e poi smisi. Ho smesso di fare tutto. In questi giorni di quarantena ho capito solo una cosa. Se la gente ha il buio dentro farà di tutto pur di spegnere anche tutto il resto. Vorrei scrivere per la bambina che ero. Per quella ragazzina che scriveva poesie ed era convinta che gli iris sembravano sedie di fata o che le tegole di casa erano disegni che non erano stati finiti come quando guardi le nuvole. Io tutta sta roba non la vedo più. A volte mi vengono come dei lapsus , come dei pensieri repentini, e mi emoziono perché mi sembra di scorgere quello che ero fino a 10 anni fa. Ho 29 anni ora. Ho una persona che mi ama e vuole che usi questo periodo di quarantena per ritrovarmi. E invece cerco scuse perché non voglio sentire quella vocina che mentre mi diverto mi dice ” sei adulta, perdi sempre tempo”. Non avevamo molti soldi in casa e se da ragazzina avevo dei soldi da spendere su di me preferivo i libri, ma dovevo nasconderli perché si arrabbiavano. Arrivo il giorno in cui mi stancati di essere maltrattata e di essere ritenuta strana o stupida o inutile. E smisi. Ci rimisi solo io, divenni più arrabbiata. Alla fine ero rimasta senza i miei sogni e le cose che amavo ed ero comunque sempre quella strana e inutile ecc. Ero diventata come loro dedita al lavoro perché non dovevo perdere tempo con le altre cose. E ora sono senza soldi, senza lavoro e senza il resto. E mi ritrovo a piangere ogni volta che tocco un foglio. Sono tornata a malapena a leggere.
    Mi dispiace per tutte le cose che ho detto, sicuramente sono stupidaggini specie in questo periodo dove i problemi sono altri, ma me le porterò dietro per sempre. Sto leggendo i tuoi articoli e cercando di capire se ho ancora speranza. Non dico nel pubblicare un libro ma nello scrivere senza dovermi giudicare, senza dovermi nascondere. Tutt’ora non riesco a leggere se sono con altre persone in stanza. Spero che se un giorno avrò una figlia adori i libri e ami avere casa piena di questi. Scusa la lunghezza. E grazie mille per l’articolo. Inizierò con le morning, magari chissà riuscirò a fare qualcosa. Un abbraccio

    1. “Se la gente ha il buio dentro farà di tutto pur di spegnere anche tutto il resto.” Questa frase mi ha colpito, perché è la pura e semplice verità. Lo sai anche tu, devi solo trovare la forza di scavalcare questo masso che hai nel cuore. Pensaci: i libri per bambini chi li scrive? I bambini o gli adulti? Un artista è un adulto che conserva dentro il bambino che è stato, non c’è da vergognarsi, devi esserne fiera. Per cui, quando senti quella vocina che ti dice che sei troppo grande, offrile un tè. Si convincerà presto che hai ragione tu. Inizia ad esercitarti, magari. Infila le cuffie (o i tappi, se non riesci a leggere con la musica) e leggi vicino alla persona che ami. Anche poche righe, pian piano andrà meglio. E tieni un diario come ti ho detto, nascosto all’inizio. Vedrai che tra qualche mese lo lascerai alla luce del giorno senza problemi. Io ero come te, mi vergognavo a morte. Ora tengo il diario in bella vista sulla scrivania. Le cose cambiano se decidi di cambiarle. Non arrenderti mai.

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