Recensione | Hunger games #2 – La ragazza di fuoco (Susanne Collins)

Hunger games - La ragazza di fuoco

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È arrivato il momento di La ragazza di fuoco e mi sento molto Katniss quando fa la sua giravolta con il vestito da sposa e si trasforma in una ghiandaia vivente. Ok, forse un po’ meno, ma avete capito cosa intendo. Se non avete capito, dovete ancora leggere Hunger games e vi bacchetto sulle mani perché è il caso di recuperare. Non mi fate fare la fangirl aggressiva, suvvia.

Snow decide cose

Gli hunger games sono finiti, Katniss e Peeta ne sono usciti vivi. Che sia per un colpo di fortuna, per l’intelligenza di Peeta o la forza di Katniss non so dirvelo. Forse è un mix di tutte queste cose, ma il punto è che i nostri protagonisti sono liberi. Più o meno. Devono fingere di amarsi e di essere in accordo con Capitol City perché, ehi!, pare che Katniss sia diventata un simbolo di ribellione, la ghiandaia imitatrice, l’arco di fuoco. E Snow non è molto contento.

Ora, cosa farebbe una persona sana di mente per contrastare la forza della “speranza”, come la chiama Snow? Di certo non quello che ha fatto lui, cioè chiudere i vincitori delle scorse edizioni dentro un ennesimo gioco di morte. Snow, amore della mamma, che ti dice il cervello? Se volevi far incazzare tutti, ci sei riuscito. Va bene evitare che i vincitori diventino un simbolo, ma così ti inimichi le persone più combattive di tutti i Distretti. Che droga sniffi?

Snow
Snow

Round 2

A parte i miei scleri, questo secondo libro mi è piaciuto più del primo. Sempre per la mia fissazione sui personaggi, qui scopriamo un sacco di testoline interessanti. Dalla sorella di Katniss, Prim, che sta crescendo bene, stellina, a Effie, Haymitch e il mio adorato Finnick.  Non abbiamo più a che fare con ragazzini spauriti, questi sono guerrieri. Guerrieri piuttosto, come dirla in maniera educata… irritati. Provateci voi ad accettare di aver vinto gli Hunger games e poi essere ributtati nella mischia.

Non voglio spoilerare niente a chi non ha ancora letto la saga, però in alcune scene ho goduto tantissimo. Si inizia a sentire odore di bruciato, i distretti prendono vita e Panem vacilla. Finalmente la gente inizia a svegliarsi, la ghiandaia non è stata che la miccia. Infatti Katniss si sente fuori posto come mentore. Lei non voleva essere d’esempio, non è un’eroina. L’unica cosa che ha sempre voluto è salvare Prim. Le sarebbe bastato.

Finnick e Katniss
Finnick e Katniss

La ragazza di fuoco

Non avete idea di quanto mi piaccia il modo in cui la Collins mostra la guerra, le ribellioni, i giochi. È così umana da farti provare sotto pelle la sensazione di paura e impotenza. Il punto è semplice: non ci sono vincitori, solo sopravvissuti. In tutte le guerre. E vorrei che più persone al mondo riuscissero a capirlo.

Peeta in questo libro si supera. Per quanto a volte mi faccia venire l’orticaria perché empatizzo fin troppo con Katniss, ha un cervello grande così quel ragazzo. Ci vorrebbero più Peeta al mondo, regalatemene uno. E Haymitch, per favore qualcuno abbracci Haymitch. Si nasconde un puzzle da completare dentro al cuore di quell’uomo, mi sono innamorata dal primo istante. Uno dei miei preferiti.

Piccolissima pecca del libro, anche sorpassabile se vogliamo, è che alcuni colpi di scena erano telefonati. Sapevi fin dall’inizio che sarebbero arrivati, ma non rovinano la storia. In fondo, anche nel primo sai che Katniss finisce nell’arena e questo non t’impedisce di perdere il cuore quando si offre volontaria. Credo sia questa la forza della Collins: i sentimenti. L’umanità dei personaggi. Senza questo, forse sarebbe una storiella come tante altre. Insomma, consigliato, ma non ci fermiamo qui, vero? Tocca al terzo della lista. Stay tuned!

La ragazza di fuoco
La ragazza di fuoco

La recensione è in collaborazione con la casa editrice. Questo non ha influito sul mio giudizio.

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