Hunger games

Quanti secoli sono passati da quando Hunger Games è uscito nelle librerie la prima volta? È successo una vita fa, eravamo persone completamente diverse allora. Be’, io sicuramente. Per questo, in vista dell’uscita del prequel, mi sono detta “perché non rileggere tutto”?

Ho preso la palla al balzo e ho aderito all’iniziativa della Mondadori, quindi nei prossimi giorni vi beccherete tre recensioni più quella del nuovo libro.

E sapete qual è la cosa bella? Che ho completamente cambiato opinione sulla saga rileggendola. Non pensavo fosse possibile, invece ho stupito me stessa. Cos’è successo? Mi piaceva e ora l’ho trovata pessima? Oppure mi era indifferente e ora l’ho adorata? Spoiler! Per scoprirlo, continuate a leggere e seguitemi nei prossimi giorni.

Hunger games (Susanne Collins)

Combatti o muori

Katniss mi stava altamente sullo stomaco. Sì, è un’ammissione di colpa. Quando ero adolescente non la sopportavo, la trovavo egoista, pallosa e tante altre cose poco lusinghiere. Ma, sconcerto e sorpresa!, in questa rilettura l’ho adorata, ho empatizzato a bestia. Sapevo di essere cambiata un bel po’, ma questa cosa mi ha fatto riflettere. Cos’ha Katniss di così speciale? La risposta è più semplice di quanto possiate credere: è umana. Umana come me e voi, forse più di quanto sia un sacco di gente.

Katniss è abituata a sopravvivere. Attenzione, non vivere, sopravvivere. Sono due cose ben diverse. Non ha sicurezze, non conosce la felicità. Deve procurarsi da mangiare e proteggere la sorella, questi sono i suoi punti cardine, le cose che la fanno svegliare la mattina. E poi arrivano gli Hunger Games e tutto diventa sangue.

Non si piega, Katniss. Non è un’assassina, non si diverte a uccidere, non è una rotella del sistema. È gli Hunger games non sono un gioco. Sono dolore, sacrificio e morte. Non c’è niente da festeggiare, niente da esultare e la fortuna non sarà mai in tuo favore, per quanto tu possa pregare.

Effie | Hunger games
Effie | Hunger games

Un simbolo potente

La forza di Katniss è essere se stessa. Sembra una cosa da poco, ma quanti di noi hanno questo coraggio? Quanti si svegliano la mattina fieri di quello che mostrano al mondo? Non c’è stato un attimo in cui non ho capito Katniss. Magari posso essere stata in disaccordo con una sua decisione, ma l’ho capita, la comprendo. Entro perfettamente nella sua testa e non so se ci riesco perché, in fondo, siamo simili o perché la Collins è una maga della prima persona. Forse un mix di entrambe le cose.

In Hunger games, dolore e spettacolarità sono mischiati insieme così bene da farti sentire sulla pelle l’orrore, lo stridere delle rotelle del meccanismo. E vorresti strangolare Snow per ogni parola, ogni decisione scellerata. Per aver portato avanti un abominio come i giochi. Ti fa arrabbiare, Hunger games, ti fa desiderare di essere lì a indossare quella spilla, imbracciare dell’arco e piantare una freccia nel cuore di Capitol City. Ve l’ho detto che empatizzo con Katniss.

E se volete sapere la mia anche sul triangolo Katniss-Gale-Peeta, vi dirò che ho cambiato idea anche su quello. Sono sempre stata team Gale, ma rileggendo il libro mi sono resa conto della forza di Peeta. È un personaggio che devi capire, che con Katniss proprio non ha nulla a che fare ed è proprio questa la sua forza. Peeta è la roccia, è la montagna, è la mano che ti tira su dalle sabbie mobili del tuo dolore. È il ragazzo che non vorresti mai veder morire e quello per cui temi ogni secondo. Mi spiace, Gale, ti ho tradito.

Insomma, ragazzi, Hunger games è una perla tra i distopici, non potete non leggerlo. E, se siete folli quanto me, vi (ri)guarderete anche i film dopo.

Hunger games
Hunger games
Consigliato
Da leggere
La recensione è in collaborazione con la Mondadori.
Questo non ha influito sul mio giudizio.
Divisorio

TOCCA A TE

Siete fan di Hunger games, oppure non avete mai letto nulla? Vi ispira? Lo rileggerete? Fatemelo sapere!

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