La nona casa

Ormai ci ho preso gusto, partecipo a blogtour della Mondadori come se non ci fosse un domani. Non è colpa mia se sfornano titoli su titoli che mi interessano, prendetevela con loro. Oggi tocca a La nona casa. Mi sarà piaciuto come Io sono leggenda o lo avrò distrutto come Fiore di Sangue? Scopritelo continuando a leggere 👇

La nona casa
La nona casa (Leigh Bardugo)

Yale, case, strade e muri

La prima cosa da dire su La nona casa è che il worldbuilding è una figata pazzesca (da pronunciare con tutta l’enfasi della semi-citazione). Le case con i loro segreti, le vite che si intrecciano nel passato, i personaggi storici citati e collegati a fatti magici/soprannaturali, Yale che ha questo sottobosco di intrighi oscuri.

Adoro quando gli autori prendono una manciata di fatti e personaggi veri e la infarciscono con elementi fantastici che giustificano decisioni, potere e via dicendo. Ti fa sentire dentro la storia e ti fa quasi credere che, ehi!, allora è per questo che Churchill ha preso quella decisione. Bellissimo.

Per non parlare dell’uso della magia. Intrugli, falene magiche e, soprattutto, i Grigi. Meraviglioso il modo in cui sono usati e descritti, meravigliosa l’idea. Affascina scoprire cose su di loro, ma sapere anche che avvicinarsi troppo e persino guardarli per qualche secondo in più non sarebbe una buona idea. Ti lascia con quel detto-non detto che dà un po’ di pepe alla storia.

Ma… C’è un ma. Tutta questa robina bella è spiegata con una pesantezza e una lentezza assurde. Pagine e pagine della protagonista che fa su e giù per Yale osservando ogni colonna, ogni muro, ogni porta e descrivendo nello specifico tutte le cose che le hanno raccontato o che ha scoperto sulla storia del posto. A cascata, una dopo l’altra, centinaia di pagine così. Io vi voglio bene, sono un’estimatrice di questo genere di cose, ma, come direbbe una mia amica, “anche meno”.

Non basta avere una bella idea, bisogna anche saperla raccontare senza annoiare il lettore. E cavoli se mi sono annoiata! Ho avuto un blocco a metà libro e l’ho ripreso dopo due settimane. Io, che finisco i libri in massimo due giorni. Bello, ma bla bla bla…

Bla bla bla

Alex e compagnia

Ho amato Alex, la protagonista. Almeno per i primi tre secondi. Poi, all’ennesimo pippone mentale, ho desiderato buttarla giù dalla finestra con un calcione sulle chiappe. Tesoro, ho capito che hai sofferto e che fai la dura solo per proteggerti, ma facciamocela un attimo a smettere di piagnucolare, ti supplico. Non basta ficcarle in bocca le parolacce per renderla una dura. Con questo non dico che è una smidollata, ma annoia a morte anche lei.

E Daniel? Abbiamo il punto di vista di Alex e il suo. Quando siamo nella testa di Daniel, sembra il classico secchione facoltoso, il tipo che legge solo classici e non tocca neanche i fumetti, per capirci. Poi, però, passiamo ad Alex e lei lo vede come un figone palestrato super sexy.

Ora, o sono bipolare io o lo sono loro. Oppure l’autrice ha sbagliato qualcosina. Fino all’ultimo ho aspettato un colpo di scena, qualcosa che giustificasse questa cosa, ma niente. È così e basta, non si capisce.

A parte questo, Daniel è il personaggio che mi è piaciuto di più. Sarà la mia Hermione interiore a parlare, ma è ben caratterizzato e stare nella sua testolina è piacevole. Sembra di stare in un’enciclopedia vivente. E poi invidio la sua eleganza impeccabile, dannato Daniel!

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Dov’è finito il cuore?

Nel complesso, La nona casa non è male. Va letto anche solo per il worldbuilding, però c’è una cosa che mi irrita tantissimo: il potenziale sprecato. È una storia che poteva dare tanto, forse persino raggiungere i livelli di Shadowhunters, che come urban fantasy è un passo avanti. Però manca di nerbo, di fuoco, di cuore. Manca quella scintilla che ti fa chiudere il libro con gli occhi lucidi, in attesa di rincontrare quei personaggi che sono entrati dentro di te così tanto da farti provare dolore, gioia e senso di perdita. Manca la mano amica, manca la pelle d’oca.

È questo il problema più grande del libro. I personaggi si raccontano, ma è come se fossero lontani, non riesci a raggiungerli, ad affezionarti. Appare tutto molto freddo, persino le scene d’azione e addirittura quelle strazianti. Alex urla e io non provo niente. Daniel fa battute e io non rido. Perché? L‘autrice ha dimenticato un ingrediente fondamentale in questa ricetta: il cuore. E mi dispiace da morire, perché le premesse sono spettacolari. Perché La nona casa meritava di più.

Di Leigh Bardugo non ho letto altro, ma la seguo volentieri e mi sembra una gran donna. Voglio capire se questa “freddezza” è una sua caratteristica, oppure La nona casa è uscito un po’ così. Leggerò qualcos’altro di suo e vi farò sapere cosa ne penso, se vi va. Nel frattempo, vi consiglio di leggere questo libro, così potete scoprire se sono io la pazza oppure no. Chissà. Si accettano scommesse.

Così così
Un po’ noioso
Blogtour | La nona casa
La recensione è in collaborazione con la Mondadori.
Questo non ha influito sul mio giudizio.
Divisorio

TOCCA A TE

Ti piace leggere libri urban fantasy? Quale altra saga conosci? Fammelo sapere nei commenti.

Be magical
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4 commenti

  1. Questo è il primo commento che lascio (in genere sono quel tipo insopportabile di persona che legge ma non commenta) ma ho scoperto il tuo sito da pochissimo e ci tenevo a dire che mi sono molto divertita a leggere i tuoi articoli e che sono rimasta sorpresa dal rendermi conto di quanto i nostri gusti corrispondano. L’ho visto in diversi contenuti (compresi i Podcast, che sto recuperando poco a poco) ma credo sia nelle recensioni dei libri che la cosa emerga di più, e ho notato come spesso mi ci sono rivista completamente (le tue opinioni su Paper Princess, o su Il diario delle streghe sono uguali alle mie, e anche sull’osannato Priorato dell’Albero delle Arance hai espresso alcune perplessità che temevo di aver avuto solo io).

    Perchè ho quindi scelto proprio questa recensione per lasciare il mio primo commento?
    Diciamo che La Nona Casa è uno dei prossimi romanzi che vorrei leggere ma è anche uno di quelli che sono più titubante ad acquistare, visto l’avviso di contenuti forti che gli è stato affiancato. La tua recensione mi ha molto rassicurata perché mi lascia pensare che potrei comunque apprezzarlo, visto che contiene diversi elementi che io amo molto, ma mi è comunque sorta una perplessità in merito e spero che tu possa chiarirmela, senza pensare che questa mia domanda sia una qualche provocazione, perché giuro che è spinta solo dalla mia curiosità in materia.

    Nella tua recensione hai fatto un piccolo paragone con la serie di Shadowhunters, che mi pare di capire collochi un gradino sopra questo romanzo. Ora, personalmente ho dei problemi (big problems, lo ammetto!) con la scrittura di Cassandra Clare (specifico che non hanno comunque nulla a che vedere con la persona dell’autrice) e quindi mi piacerebbe capire di più in cosa pensi che la Bardugo le sia inferiore in questo romanzo. Per farti capire, in generale io trovo la scrittura della Clare mediocre e poco evocativa (non riesco proprio ad immaginare bene le scene che scrive né tantomeno a tenerle ben memorizzate in testa, cose per cui di solito non ho mai avuto difficoltà), trovo i personaggi insopportabili e in genere mal caratterizzati e, sopra tutto il resto, trovo che la Clare non riesca a staccarsi da alcuni soliti “temi” e ispirazioni esterne per arrivare alla piena originalità che le sue storie potrebbero e dovrebbero avere (cosa in sé perdonabile al primo libro, ma che mi pare di capire si protragga anche nelle altre serie di Shadowhunters, e sicuramente nel primo libro di Magisterium che ho letto).
    Ora, ovviamente il fatto che abbiamo idee diverse sulla scrittura della Clare non è il problema (anche perché il mondo è bello perché vario, e so bene di essere quella con la unpopolar opninion). Più che altro vorrei capire quali elementi tu abbia trovato migliori nei libri della Clare e, se possibile, in che modo ritieni lo siano, perché credo che saperlo mi aiuterebbe molto a capire cosa aspettarmi da questo romanzo.
    Comunque, ho già rotto le scatole abbastanza e mi scuso per la lunghezza, la sintesi purtroppo non è un mio doto di natura.
    Grazie in anticipo per la pazienza e ancora complimenti per il blog

    1. Author

      Ciao, Francesca! Intanto ti ringrazio per questo commento interessantissimo 💜 Sono felice che i miei contenuti ti siano utili e che ti diverta leggerli (o ascoltarli).
      Passando alla domanda, sono d’accordo con te per quanto riguarda la ridondanza degli argomenti della Clare. Dopo aver letto la saga principale e il prequel, ho smesso di seguirla come prima. Non sono una grande fan delle saghe infinite, penso che gli autori dovrebbero osare e buttarsi su altro dopo millemila anni, altrimenti si inizia ad annoiare. Certo, se poi mi tiri fuori Magisterium… santa pace, no. L’ho odiato, è di una noia assurda. Cosa che non dovrebbe stupirmi dato che l’ha scritto insieme a Holly Black, autrice che davvero non capisco come possa avere tanta fama 🤷‍♀
      Ma torniamo al punto. Cos’ha la Clare che manca alla Bardugo, paragonando lo Shadowhunters degli inizi? Il cuore. La caratterizzazione che ti strappa lacrime o grida di gioia. I personaggi della Bardugo non ti arrivano, sono freddi, gli manca proprio la parte empatica. Quando la Bardugo vuole far apparire il personaggio duro lo fa vestire di scuro, lo riempie di tatuaggi e lo fa imprecare. La Clare no. Lo capisci dai movimenti, dagli sguardi, dal racconto che ne fa. Come Jace, ad esempio, a mio avviso uno dei suoi personaggi migliori.
      Praticamente la mia risposta va in contrasto con quello che pensi tu dei personaggi della Clare, ahah! Ci sta, magari a te non arrivano, i lettori sono tanti e diversi e questo è parte del bello della scrittura: non esiste la bellezza universale. Esiste la schifezza universale, quella sì, tipo Paper Princess 😂 Ma se un libro è scritto bene, ha un senso, può piacere o no, sono gusti.
      La Bardugo è brava, ma non è di mio gradimento. La Clare è brava, scivoloni a parte, e mi piace di più. Premetto, però, che della Bardugo ho letto solo questo e Sei di Corvi mi incuriosisce tantissimo. Dicono sia molto diverso da La nona casa, quindi potrebbe piacermi, chissà. Sperimenterò.
      Spero di aver risposto in modo esaustivo alla domanda, in caso contrario scrivimi ancora, mi piace molto discutere di questi argomenti. A presto!

      1. Innanzitutto ti ringrazio moltissimo, sei stata gentilissima e davvero esauriente nella tua risposta!
        Volevo inoltre dirti che sei stata molto chiara nella tua spiegazione, capisco perfettamente quello che dici riguardo al “cuore” che deve avere un romanzo, anche io la trovo una caratteristica importantissima e mi dispiace sentire che La Nona Casa ne sembri privo. Questo sarebbe il primo libro della Bardugo che leggo (anche se nella mia libreria avrei anche Sei di Corvi ad aspettarmi) e devo dire che, visto quanto sia amata come scrittrice di fantasy in Italia, è difficile non avere aspettative altissime. Proprio per questo, sono contenta di avere letto la tua recensione: in questo modo posso ridimensionare le mie aspettative per la lettura e prendere la storia per quella che è, magari sperando che il fattore soggettivo entri in gioco e che i personaggi mi arrivino di più.
        C’è da dire, e forse sarai d’accordo con me, che ultimamente mi sembra un problema abbastanza comune incappare in libri giudicati universalmente ottimi a livello di trama e tecnica, ma che a livello di cuore non riescono ad arrivarmi. E’ stato uno dei problemi che ho avuto con Il Priorato dell’Albero delle Arance, di cui avevo solo sentito pareri entusiasti, ma di cui ho interrotto la lettura proprio sperando che, leggendolo in un periodo per me meno impegnativo, possa arrivarmi di più. La cosa triste è che mettere cuore in un romanzo e nei suoi personaggi è un’operazione che sono sicura la Bardugo e la Shannon abbiano a modo loro compiuto, visto anche come questi personaggi siano arrivati anche fortemente ad altri lettori, quindi mi risulta difficile (come lettrice e come aspirante scrittrice) capire quale sia quell’infallibile fattore x che rende i personaggi vivi al lettore quanto a chi scrive.

        Per quanto riguarda la Clare, capisco bene quello che vuoi dire. Come ho detto, a me i suoi personaggi non riescono ad arrivare ma non so se questo dipende proprio dal problema generale che ho con il suo stile di scrittura, visto che faccio proprio fatica a immaginare le scene che scrive, e questo rende di certo più difficile empatizzare coi personaggi.
        Inoltre proprio nei suoi personaggi e nelle loro storylines trovo le tracce più forti dell’ispirazione iniziale della Clare (Harry Potter e le sue fanfiction). Questo non è un male in sé, perché credo sia normale che uno scrittore sia influenzato dai libri che ha letto e amato, ma in lei non avverto quel passo successivo che porta a rendere quel pezzetto di ispirazione preso in prestito una cosa del tutto originale. Per intenderci, leggendo The Mortal Instruments non potevo fare a meno di pensare che Jace fosse il Draco cliché presente in milione di fanfiction pre-Principe Mezzosangue, che Valentine fosse una fusione tra l’evil Lucius Malfoy di certe fanfiction e la storyline di Tom Riddle prima di diventare Voldemort, ecc. Sono sicura che questo ha influenzato la mia percezione dei personaggi perché non li avvertivo come ‘veri’ e originali, mi sembravano copie di altri già conosciuti. Però so anche che la mia opinione è una minoranza risicata tra i lettori di fantasy quindi sono sicura che la Clare abbia di certo fatto qualcosa di buono con i suoi personaggi che a me semplicemente non è arrivato.
        Quello che non riesco a superare, in ogni caso, è come questo difetto da esordiente non sia poi stato corretto nei libri successivi. Più volte mi è stato detto anche da fan che la Clare ricicla gli stessi elementi della trama e caratteri dei personaggi nelle altre serie di Shadowhunters, il che mi ha impedito di darle un’altra possibiltà su quel fronte. E poi leggo Magisterium e, come hai detto anche tu, si rivela un disastro. Noioso, stesso stile di scrittura che non riesce a farmi immaginare le scene narrate e di nuovo Harry Potter usato come ispirazione per creare le storylines dei suoi personaggi (ciao Nemico della Morte/Voldemort, ciao Callum che mi ricorda l’Harry incazzato del 5° libro, ciao versione altezzosa purosangue di Hermione, ciao Draco-Jasper, ciao Callum-Hocrux). Insomma, il mio problema è che io alla Clare avrei pure voluto dare una seconda possibiltà ma se sembra che ti manchi l’originalità di creare qualcosa di totalmente tuo, come cavolo faccio a darti quella fiducia che è indispensabile tra lettore e scrittore?

        Insomma, scusa il rant ma avrai capito che l’argomento mi rende sensibile 😉 E probabilmente il mio problema coi personaggi della Clare è dovuto all’insieme di tutti i fattori citati. A questo punto, spero solo che la Bardugo riesca ad arrivarmi di più, ma è appunto un fattore soggettivo quindi temo lo scoprirò solo iniziando a leggere.

        E sappi che il tuo commento su Holly Black mi ha fatta ridere perché hai detto una cosa abbastanza vera anche per me. Nel senso, la prima cosa che lessi di suo erano le Cronache di Spiderwick, una serie per ragazzi illustrata che mi era pure piaciuta. Ma quando ho provato i libri per un target YA è stato un vero disastro (La fata delle tenebre l’ho rimosso dalla memoria subito dopo la lettura e ho interrotto la lettura del Principe Crudele in attesa di tempi in cui avrò più pazienza quando mi sono resa conto che la Sindrome di Stoccolma della protagonista col patrigno-rapitore probabilmente non sarà mai riconosciuta come tale nel libro) Detto questo, per la Clare e la Black scrivere assieme Magisterium non è stata una buona idea, non so come sia venuto in mente ad entrambe. Era così brutto che, se riesco a trovare il coraggio di affrontare di nuovo la noia (e la pressione che mi si alza ad ogni ispirazione ‘presa in prestito’) sarei tentata di continuare la serie solo per vedere se può davvero peggiorare.

        Ebbene, ti ho di nuovo annoiata abbastanza con le mie opinioni e adesso ti lascio, ringraziandoti ancora per la tue gentilissima risposta e per il bello scambio di opinioni che ne è partito. A presto!

        1. Author

          Ci credi che non ho mai notato questa “cosa da fanfiction” della Clare? Forse perché non sono mai entrata in quel mondo, o perché quelli della Clare sono stati tra i primi libri urban fantasy che ho letto. Mi hai aperto un mondo, li rileggerò con questa visione delle cose, ahaha!
          Sì, sono d’accordo con te per quanto riguarda l’elogiare dei titoli come fossero il nuovo Signore degli Anelli, completamente a caso. Non solo è ridicolo, ma ti alza anche le aspettative e magari dai un voto negativo a una cosa che altrimenti ti sarebbe piaciuta. Il nostro cervello fa associazioni strane, così lo spingi nella direzione sbagliata. Ma, vabbè, fatti loro.
          Holly Black è la scrittrice più sopravvalutata di cui abbia mai letto. Sembra che le cose le scriva sotto acidi, non hanno un senso. Come si fa ad apprezzarla tanto proprio non riesco a capirlo, te lo giuro. Una delle motivazioni che mi hanno portata a leggere meno della Clare negli ultimi anni è anche il suo attaccamento a soggetti così: se scrivi con gente che costruisce trame simili, non migliori, puoi solo andare a peggiorare e si vede. Ma anche qui fatti loro, a parte farlo notare, non possiamo fare molto. Mi spiace, però, perché potrebbero uscire cose dannatamente belle.
          Sul Priorato dell’albero delle Arance ho già detto la mia, ma riassumo: sopravvalutato, noioso, fossi stata la sua editor avrei tagliato almeno un quarto delle scene. Sarò cattiva, ma mille pagine per dire vita morte e miracoli anche della nipote del marito della serva che vedi mezza volta nel libro è un po’ troppo. Questo non è worldbuilding, è esagerazione. Poi c’è a chi piace, ma non si può dire “il libro migliore dell’anno”, è questo che contesto. Se mi dici “piace a questa nicchia” ok, ma “un fantasy per tutti, leggero” anche no. Leggero dove? Tutti chi? Io leggo fantasy da anni e mi sono annoiata, nonostante fossi in target, per dire.
          Bon, la finisco qui. Starei a parlare per ore! A presto 💜

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