Non devi dirlo a nessuno
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Recensione | Non devi dirlo a nessuno (Karen McManus)

Mi piacciono i thriller, ma questo lo sapete già. E mi piacciono gli young adult. Mettete entrambi gli ingredienti in una ciotola, mischiate bene e otterrete questo libro. Non devi dirlo a nessuno fonde le storie di ragazzini adolescenti con una buona dose di mistero e qualche strano omicidio, per la sottoscritta è stato una vera sorpresa. Andiamo a capire nello specifico perché.

Non devi dirlo a nessuno (Karen M. McManus)

Batti il cinque, McManus

Titolo strano, lo so, ma trovare qualcuno che rimanga sul pezzo in questo modo pare sia difficile ultimamente. Un sacco di gente elogia scrittori che io darei in pasto agli orsacchiotti assassini dei film horror, convinti che “strano sia bello”, il che potrebbe anche essere, in determinate situazioni. Ma la semplicità di una caratterizzazione che regge, una storia che fila senza intoppi, dialoghi piacevoli e punto di vista alternato ma che non confonde, dove la mettiamo? La McManus ha saputo trasportarmi delicatamente lungo il filo di Non devi dirlo a nessuno, tanto da farmi sperare che durasse più a lungo.

Se cercate qualcuno che scriva di e per i ragazzi, avete trovato la persona giusta. Non ho letto nient’altro di lei, ma sono convinta che chi scrive così non dimentica come si fa da una trama all’altra. Complimenti, Karen, sei entrata nella rosa delle scrittrici elencate nel mio quaderno viola. Sì, ne ho anche uno nero, be careful.

Divisorio

Abbasso la megalomania

Avete presente quando nei libri ci sono questi personaggi di sedici anni che sembrano Einstein dei poveri? Genitori non pervenuti, soldi che non si sa da dove escano, quoziente intellettivo oltre l’infinito e intuito che li porta a risolvere casi su cui anche l’FBI ha sbattuto la testa per mesi? Ho descritto Pretty Little Liars, in pratica, perché ho letto su Goodreads che Non devi dirlo a nessuno veniva paragonato a PLL. Scordatevelo. Prendete questa descrizione (e anche PLL), appallottolatela e gettatela nel primo cestino della carta. Perché la differenziata è importante.

I protagonisti sono due: Ellery e Malcolm. Sono adolescenti, sono intelligenti, curiosi, spontanei e preoccupati come solo un adolescente sa essere. E sono veri. Non li troverai a scoprire una cosa e tenere il segreto perché “A” gli ha detto di fare così. Ogni riferimento bla bla bla. No, Ellery e Malcolm parlano, chiedono, hanno adulti con cui confrontarsi, buoni o cattivi che siano, vivono in una realtà che riusciamo a toccare con mano. Fanno cavolate, certo, ma motivate, verosimili, per niente forzate.

Ho apprezzato moltissimo la caratterizzazione, anche dei secondari. Non mi metto a citarli tutti, ma potrei descriverveli per filo e per segno senza problemi. Non si confondono nello sfondo, non li perdi nella marea di informazioni. Sono lì, sono unici. È così che si costruiscono dei buoni personaggi.

Divisorio

Semplice, non banale

Essendo un thriller e un libro consigliato, non voglio parlarvi troppo della trama, per non rovinarvi la lettura. Però posso dirvi che gli aspetti della trama che crescono e si evolvono durante lo svolgimento sono molteplici. Persino cose che sembrano buttate lì nelle prime pagine trovano un loro posto nel puzzle. Sono una che fa attenzione a tutto, ma devo ammettere di essere rimasta colpita da questa minuzia dei particolari.

Quella di Non devi dirlo a nessuno è una storia semplice. Non sono qui a dirvi che è un giallo maniacale su cui prendere appunti per svelare un assassino che pensa come il serial killer più intelligente del mondo. Se volete una roba così, dovete leggervi Jeffery Deaver, ma lì siamo su un altro tipo di pubblico. È una storia semplice, giusta per il pubblico di riferimento, che ti accompagna senza stancare e riesce a sorprenderti, anche se l’adolescenza l’hai passata da un pezzo. Sì, sono vecchia, va bene?

Personalmente, ho cercato di indovinare il colpevole, ma alla fine si è scoperto che non ci avevo capito una cippetta di niente. Ottimo, già è un passo avanti, visto che dell’ultimo giallo ho indovinato l’assassino al terzo capitolo. E non sono Sherlock Holmes, eh, sono abbastanza torda quando mi ci metto.

Divisorio

Tocco di classe

I dialoghi sono la punta di diamante di Non devi dirlo a nessuno, secondo me. Insieme all’uso della prima persona, scelta vincente quando hai una caratterizzazione che funziona e dei personaggi che non vorresti bruciare alla seconda pagina.

Apprezzatissimi anche i riferimenti alla cultura pop. La prima che mi viene in mente è la frase “Ho la nettissima sensazione che il mercoledì si vestano di rosa” riferita alle fighette della scuola, chiara citazione di Mean girls. Ho riso molto. Personaggi che leggono di altri personaggi, c’è qualcosa di più appagante in una storia per ragazzi?

Sì, c’è: le scene un po’ più spinte descritte non come fossero un porno di bassa lega, ma con quell’eleganza che le rende adatte a qualsiasi tipo di pubblico. Sinceramente, sono stufa di questa moda del mettere seni turgidi e rigonfiamenti da tutte le parti. Lo sappiamo come funzionano i nostri corpi, tranquilli. E magari usare parole un po’ più originali, ogni tanto. In Non devi dirlo a nessuno ovviamo al problema seguendo tutta la scena senza scadere in banalità del genere.

Insomma, senza farla tanto lunga, consiglio questo libro ai ragazzi, agli amanti dello young adult e del thriller adolescenziale. Spenderete bene il vostro tempo dedicandogli qualche ora. Io l’ho letto in due serate, è piuttosto breve. Vale la pena.

Consigliato
Libro molto piacevole
Review party
La recensione è in collaborazione con la Mondadori.
Questo non ha influito sul mio giudizio.
Divisorio

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Be magical

Mi chiamo Juls, sono una Scrittrice, una Creativity Mentor e una Content Creator. Più in breve? Una multipotenziale 🌱

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