Recensione | Pretty Little Liars (parte 1)

Pretty Little Liars

Benvenuti nella prima puntata degli articoli dedicati al trash… ehm, volevo dire a Pretty Little Liars! Ho iniziato a guardare questa serie tv molto tempo fa e già alla fine della prima stagione volevo cavarmi gli occhi con le unghie della mia gatta. Mi è servito un grande sforzo di volontà per decidere di riprenderla e l’ho fatto solo perché sapevo che mi sarei divertita a scriverne una recensione.

Il genere di Pretty Little Liars non è dato a sapersi: passa dal thriller al mistery, con una buona dose di sbaciucchiamenti vari (che dovrebbe chiamarsi “drama adolescenziale“, ma io chiamo “blah”). Puntate in cui accadono cose tanto inverosimili che inizi a chiederti se non siano scene di un sogno da cui prima o poi i protagonisti si sveglieranno. E tra un fidanzato e l’altro, ecco delle meravigliose puntate creepy, brutta copia di un racconto qualsiasi di Stephen King, con colori sbiaditi, corvi e persone che appaiono e scompaiono. Gente che cammina e non riesce ad essere raggiunta neppure se l’inseguitore corre a perdifiato. Rendo l’idea? Giri l’angolo e PUFF!, nessuno. Senza una porta dove nascondersi. Cosa sei, un ninja?

Per non parlare dei regalini lasciati da -A: cumuli di terra nel letto, una bara in giardino, bigliettini ovunque, anche in posti chiusi con la combinazione (non si sa come trovi le password di tutti). Roba così, normale, che nessuno vede tranne le 4 protagoniste. Gli altri hanno tutti difetti di vista, se no non si spiega.

Ma non divaghiamo e iniziamo con la scheda della serie e l’analisi dei personaggi di Pretty Little Liars; della trama avremo tempo di parlare nei prossimi articoli. Avverto che dividerò questa recensione in 4 parti: il 1° e 2° articolo verteranno sulle prime 4 stagioni, il 3° e il 4° articolo sulle ultime 3 stagioni. Sappiate, quindi, che i personaggi presenti nell’articolo che state per leggere non sono tutti quelli (principali) apparsi nella serie e il loro numero verrà incrementato nel terzo articolo, quando avrò il quadro completo.

Tutto chiaro? Si parte!

Pretty little liars

Titolo originale: Pretty Little Liars
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2010-2017
Durata: 42 min (episodio)
Genere: thriller, drama adolescenziale
Stagioni: 7
Episodi: 160
Distribuzione: ABC Family, Freeform
Trama:  Rosewood, Pennsylvania. Un gruppo molto affiatato di cinque amiche (Hanna, Emily, Aria, Spencer e Alison), trascorrono insieme il weekend del Labor Day. Durante la notte, però, Alison scompare misteriosamente. Avendo perso la loro “ape regina”, le altre quattro ragazze si allontanano e il gruppo si sgretola. Un anno dopo, le quattro amiche ricevono degli sms firmati semplicemente “-A”; i messaggi contengono segreti che le ragazze pensavano di aver confidato solo ad Alison. Deducono, dunque, che l’amica sia viva, ma la scoperta del corpo di Alison smonta le loro certezze. Ipotizzano quindi che “-A” sia l’assassino di Alison e cercano di scoprirne la vera identità. [da Wikipedia]

Aria Montgomery

La più normale tra le carine piccole bugiarde (traduzione di Pretty Little Liars). Ha una famiglia tranquilla, a parte divorzi vari e il padre che si mette con una psicopatica. Fa la parte del cattivo per dieci nanosecondi, giusto per mettere il dubbio che sia invischiato in tutto il casino. Vorrei dire ai registri che non ha funzionato ed è stato un espediente ridicolo, ma andiamo avanti.

Aria ha un carattere tranquillo, è diplomatica e quando le altre litigano è quasi sempre lei a mettere pace nel gruppo. Ha una relazione con il suo insegnante di letteratura: si sono incontrati durante l’estate e poi a lui è stata affidata la cattedra. Una sfiga assoluta, sembra, un piano ben congegnato, si scopre poi. Questo è più o meno l’unico segreto che nasconde e per il quale -A la tiene in pugno.

Niente da dire, mi piace, mi ci ritrovo molto. Anche perché vuole fare la scrittrice ed è una lettrice forte. Brava, Montgomery!

Emily Fields

La donna che non ha mai preso una decisione in vita sua. Passa dall’essere terrorizzata al mentire per ogni minuscola cosa, neanche fosse una serial killer, per poi ritrovarsi nei casini ogni due per tre. Ha un milione di segreti e si lega sempre con persone di dubbia stabilità mentale, che la trascinano nel loro vortice di follia. Non ha un minimo di spina dorsale e infatti -A le dice che è il punto debole del gruppo.

Nelle prime stagioni si fa venire un’ulcera per lo stress e trema sempre, nella quarta stagione improvvisamente spegne i sentimenti e inizia a mettere nei guai la madre senza battere ciglio, le entrano con una macchina in casa e lei “sticazzi”, insomma non c’è stata una crescita del personaggio, c’è stata una possessione demoniaca.

Ah, è lesbica, ed è fondamentale ai fini della trama fino a un certo punto della seconda serie, circa. Era innamorata di Alison e non ricambiata. La sua omosessualità è il primo segreto con cui -A la minaccia, ma dopo crea da sola millemila altri impicci che neanche in tredici vite riuscirei a dire tutte quelle bugie. Emily, riprenditi, la vita è più semplice di così. Puoi mangiare una caramella senza sotterrare la carta in giardino e nascondere le prove, tranquilla. Che ansia che mi mette.

Spencer Hastings

Il genio incompreso. È brava in tutto, potresti proporle di saltare con l’asta e un minuto dopo partecipare a una gara nazionale di cyber hacking e saprebbe fare entrambe le cose. Perché è ricca. Si sa, più sei ricca più cose sai fare. Peccato che abbia sedici anni come tutte le altre e, va bene i soldi e le possibilità, ma non è umanamente possibile che abbia il tempo materiale di imparare tutta quella roba. A meno che non abbia la giratempo di Hermione, ovviamente.

Piagnucola tutta la prima stagione di non essere la preferita di casa, perché Melissa, sua sorella, può fare tutto e lei no, gne gne. Però poi fa i discorsoni da donna saggia. Allora, o sei immatura o sei saggia, mettiamoci d’accordo.

Sceglie sempre il ragazzo sbagliato e quando non c’è uno si sbaciucchia con l’altro. È evidentemente in carenza di affetto, per quanto faccia la dura, ma nonostante questo il suo carattere saccente è sopportabile fino alla seconda puntata, poi frantuma l’anima irrimediabilmente. Sospetta di tutto e tutti e alla fine quella che crea più casino è lei. Ché poi, intelligente sulla carta, ma non riesce a fare un semplice ragionamento: mi minacciano, lo dico a un adulto o alla polizia, anche quella di un’altra città se pensi che nella tua siano corrotti. Chiama la CIA, l’FBI, hai contatti pure col Papa e poi ti arriva una bara a casa e tu la nascondi in giardino? Non stai bene.

Hanna Marin

Qual è il più grande segreto di Hanna? Alle medie era grassa. E -A la minaccia con questa cosa per tutta la prima stagione. Perché aveva qualche chilo in più e mangiava per stress. Siamo seri? Ora è magra e cosa dice? “Sono bella e magra, finalmente sono una persona e conto qualcosa”. Cioè, mi vuoi dire che le persone al di sopra dei 40 chili non sono persone? Complimenti per l’insegnamento! Sei un genio, ragazza, davvero. Una deficiente totale. Se ci aggiungiamo che l’hanno creata bionda, malata di shopping e che sbaglia verbi e parole (non sono stupida, è che mi disegnano così #semicit) abbiamo il personaggio più mainstream di Pretty Little Liars. Pessimo. Pessimi i suoi messaggi. Pessima lei.

Ah, tra l’altro, non è credibile andare con vestito e tacchi a tentare di scovare -A. Se non hai scarpe da ginnastica nel guardaroba, fattele prestare. Non si può vedere una che scappa terrorizzata su tacco 12, soprattutto visto che sapeva di andare verso il pericolo. Bah.

Alison DiLaurentis

Questa tipa ha quattordici anni quando scompare e per tutte le medie si comporta come se ne avesse trenta. Frequenta ragazzi più grandi, dell’università (poi spiegatemi quale ragazzo di vent’anni si caga una ragazzina di tredici, ma vabbè, la pedofilia che dilaga) e minaccia tutti quelli che le passano avanti. E loro si terrorizzano.

Fatemi capire bene: una ragazzina alta un tappo e mezzo vi minaccia e voi fuggite terrorizzati? E chi è? Satana in persona? Se avessi minacciato qualcuno a tredici anni, faccia da culo o no, mi avrebbero dato un calcio nelle chiappe e spedita a studiare. Andiamo, io capisco che vi serva un personaggio che si faccia odiare così che la sua scomparsa sia verosimile, ma fatemela più grande, perlomeno. Però poi non sarebbe più un drama adolescenziale per disadattati, vero?

Anyway, Alison è una stronza a tutto tondo e non mi spiego come mai nessuno le abbia mai tirato una sedia in bocca all’ennesima battutina saccente. Con me sarebbe durata tre secondi. “Lo sai, io posso farti fare quello che voglio, io so tutto”. “Seh, lallero, Nostradamus”. Fine conversazione. Non potrei mai essere la protagonista di un drama, durerebbe mezza scena.

E comunque non è morta, sbuca fuori nella quarta stagione. Non si sa come abbiano potuto seppellire una ragazza che non era lei, visto che ormai ci sono millemila modi di scoprire l’identità di una persona anche dopo decenni passati sotto terra. Ma non facciamoci domande, rimaniamo pecore, ai creatori di Pretty Little Liars piace così.

Jenna Cavanaugh

La cattivona delle prime due stagione. È cieca, perché Alison ha gettato un petardo in casa con lei dentro. Le altre erano presenti e hanno mantenuto il segreto, con cui -A ha iniziato a ricattarle. Normalissimo il fatto che delle tredicenni riescano a non rimanere scioccate da una cosa del genere e andare avanti tranquillamente, no? Mia madre se ne sarebbe accorta dopo dieci secondi, guardando la mia faccia. Ma loro no, loro sono dee, mentono che neanche le migliori attrici di hollywood.

Insomma, Jenna sembra essere -A. È ovunque, sempre. Ehm, domanda: come fa a VEDERE tutto se è CIECA? Va bene l’istinto, va bene i complici, ma mi sembra troppo aver paura che una persona a cui manca la vista ti spii in quel modo. A meno che non veda in modo speciale, tipo quello degli X-Men. Non è difficile: non vede, non può spiarvi. Le cose elementari, santo Olimpo.

Oltre al fatto che dimostra trent’anni, ma a quanto pare va al liceo con loro. Non è dato a sapersi quanti anni abbia Jenna. Forse è un vampiro immortale. Visto come sbuca fuori ogni volta che c’è qualche segretuccio, potrebbe anche essere. Ci ha fregati tutti e alla fine della serie si scoprirà che in realtà siamo stati in un paranormale tutto il tempo.

Toby Cavanaugh

Fratello di Jenna, accusato di aver tirato il petardo al posto di Alison. Minacciato da lei stessa perché “se lo dici, io dico che molesti Jenna”. Poi si scopre che è in realtà Jenna a molestare lui e TUTTI lo sapevano, ma NESSUNO diceva niente. Io ‘sta cittadina non la capisco, ve lo giuro.

Comunque Toby va e viene, finché non si mette con Spencer e diventa uno dei buoni. Poi si scopre che in realtà lavora per -A. Però non è vero, è sempre uno dei buoni. Ah no, lavora per -A. Ah no, è buono. Scusate, sono confusa. Ogni volta che serve far fare qualcosa di stupido a qualcuno usano lui, come se i quattro geni protagonisti non bastassero. Solo Hanna è scema per dieci, figuriamoci.

Niente, non ho capito il senso di questo personaggio. Forse avrò un’illuminazione nelle ultime stagioni, chissà.

Mona Vanderwaal

Mona è la mia preferita in Pretty Little Liars. Quantomeno ha una caratterizzazione come si deve. È completamente fuori di testa e recita la parte veramente bene. Quando entra in scena dà pepe alla storia, ma, come tutte le altre, è usata male.

Sembra che sappia tutto di tutti, è stata -A in tutte le prime stagioni e poi, improvvisamente, ha iniziato a prendere ordini. Non ce l’aveva davvero con le ragazze (“Ti voglio bene, Hanna, non ti farei mai del male, però ti investo con la macchina. Sorry not sorry”), era una vittima anche lei. Peccato che non regga. È come se avessero finito la trama nella seconda stagione e poi ci avessero appiccicato le altre, facendo crollare tutto il castello di carte.

Dico solo che questa tipa viene internata in un ospedale psichiatrico e rilasciata dopo neanche un anno per buona condotta. Dopo aver minacciato di morte mezza cittadina. Normalissimo. Poi confessa un omicidio, viene re-internata e… di nuovo fuori perché serve alla trama. Dev’esserci qualche virus nell’aria che colpisce solo gli sceneggiatori e li rende completamente cretini.

Melissa Hastings

Cattivona numero 3. C’è un segreto da nascondere? Lei lo sa. Però non è mai colpevole. Tutti la temono, ma ne esce sempre pulita. Neanche fosse chissà quale mente geniale. Hai avuto voti alti al liceo e sei sempre la prima della classe, e allora? Mi ci faccio il brodo, sai quanta gente intelligente c’è là fuori? Non sono tutti psicopatici, eh. Per dire.

La famiglia Hastings ha un problema con la competizione, il che rende le due sorelle acerrime nemiche, ma, ripeto, non è verosimile che Spencer abbia così paura della sorella perché “oddio, le ho rubato il fidanzato, ora mi uccide”. Non c’è una cosa verosimile in questo telefilm. Non dico tante, una.

Sono alla quarta stagione e Melissa, dopo aver appurato che NON è -A, continua a sbucare e dire a chicchessia “tu non capisci, è una cosa più grande di te, smettila di indagare”, per poi sparire per altre dieci puntate. Fossero persone normali, le 4 imbecilli si accamperebbero nel suo salotto fino a ricevere risposte. Ma no, non si può fare, se no la serie finisce alla seconda puntata.

Ian Thomas

Come Melissa, per tutte le prime stagioni è stato il cattivone. Si comportava come un serial killer, sembrava minaccioso, pericoloso. Poi si scopre che è un agnellino, prima che -A lo uccida. E lì sorge la domanda: se non sei tu il cattivo, perché DIAMINE ti comporti come un pazzo? Vi giuro che a questa cosa non danno la minima spiegazione. Semplicemente uno si comporta da pazzo perché lo richiede la trama. Ok. Tutto chiaro.

Frequentava Alison, è stato uno dei suoi amanti segreti e per questo è stato accusato del suo omicidio. Vorrei ripetermi: amante segreto. 18 anni vs 13 anni, comportamento da trentenni e grandi segretoni da scrivere nel diario segreto. Scusate, ma è credibile quanto il mio pigiama invernale con i gattini usato per una riunione di lavoro. Eddai!

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Garrett Reynolds

Oooh, qui inizia il bello. Dovete capire che in Pretty Little Liars trovano un modo “geniale” per spiegare il perché le ragazze, alla prima minaccia, non si fiondino dalla polizia. Perché il nemico è la polizia stessa. In ogni serie, mettono un cattivo all’interno del distretto. Ci rendiamo conto della pochezza di questo ragionamento? Non so se ridere o piangere.

In ogni caso, Garrett è uno dei cattivoni che, come Ian, terrorizza tutti ma alla fine è una povera vittima. Pronto? Abbiamo già letto questo copione! Forse li confonde il fatto che frequenti Jenna e Melissa, le altre due cattivone. Uuuh, che paura! Due tipe che vanno in giro con i tacconi e i libri del liceo, sono terrorizzata.

Ah, Garrett muore. Come Ian. Fuori due. Da leggere come: “non ci servono più i personaggi, facciamoli fuori così non abbiamo niente da giustificare”. Vorrei avere la linearità di pensiero di questi sceneggiatori.

Darren Wilden

Secondo poliziotto corrotto. Questo è un detective, però, perché fa più figo. Si capisce dalla prima scena che non sta bene di cervello. Minaccia tutti a caso e nessuno gli dice niente. Normalissimo che un poliziotto si presenti a casa di una ragazzina alle 11 di sera solo per dirle “sta’ attenta, ti osservo”. No? Cavolo, mi sono sbagliata, allora.

Scherzi a parte, era chiarissimo che stesse facendo cose strane, ma ce lo trasciniamo fino alla quarta stagione in cui si scopre che, VOILA’, anche lui aveva un flirt con Alison (dove c’è Alison c’è tresca) e forse l’ha messa incinta, quindi l’ha uccisa. Non fa una piega. E perché ce lo dite ora? Le persone che lo sanno ORA lo sapevano anche PRIMA. Che fate, ci date le informazioni a spizzichi e bocconi?

Comunque, in realtà non c’entra nulla con la morte di Alison. Qualcuno lo uccide e viene accusata dell’omicidio la mamma di Hanna, che è andata AL LAGO di notte per dirgli “lasciaci in pace”. Chi non va di notte al lago per dire a qualcuno che ti stalkera “lasciami in pace”? Dio santo, le bestemmie che mi salgono per la pochezza di questa trama. La mamma di Hanna viene rilasciata perché Mona confessa l’omicidio. Nessuno le crede, ma Ashley è comunque libera. Alla fine, non si capisce chi l’abbia ucciso davvero, né il perché. Cade tutto nel dimenticatoio, come la storia di Ian e Garrett. Tanto i poliziotti servono solo a dare un po’ di pepe, non sono davvero importanti.

Cece Drake

Lei è un acquisto della terza stagione, in cui non fa altro che comportarsi come una Hanna 2. Nella quarta stagione, però, improvvisamente ha a che fare con Wilden. Sapeva di lui e Alison e a quanto pare lo uccide. È una delle bionde che va in giro con l’impermeabile rosso e sparisce di qua e di là. Nell’ultima scena in cui si vede, è svenuta a terra, con le ragazze a un metro da lei; loro si girano un secondo e PUFF, Cece svanisce. Non ha fatto un rumore, un gemito, è Batman. Nessuna spiegazione, semplicemente è finito il suo turno nella cerchia degli accusati.

Questo singolo fatto mi ha portata a decidere di scrivere la recensione. È stato il punto in cima alla piramide, quello oltre cui non potevo più andare senza sfogarmi. Cece finora non serve a nulla se non a salvare la mamma di Hanna dal carcere. Non. Ha. Senso.

Ezra Fitz

E qui ci divertiamo. Ezra è sempre stato solo il fidanzato di Aria, per 3 stagioni di Pretty Little Liars e mezza. Poi, da un momento all’altro, si scopre che tira le fila di tutto. Ma tutto tutto, eh! Entra del database della polizia e può guardare le registrazioni delle telecamere di tutta la città. Ovviamente, le ragazze lo scoprono, ma non è che iniziano a girare travestite, nono. Se lo dimenticano il giorno dopo. Non è che distruggono tutti i computer, mandano una lettera anonima al distretto per avvertire i detective, no, ignorano tutto, stica.

Intanto lui, da carino e innocente, inizia a comportarsi da psicopatico. Ogni volta che si hanno dei dubbi su qualcuno, questo diventa psicopatico, hanno un tastino dietro il collo, si vede, non so. Il cambiamento di Ezra è quello peggio riuscito. Per dire, porta Aria nella sua casa nel bosco dove IN CANTINA nasconde tutto l’armamentario. Dice cose che non dovrebbe sapere, si tradisce. Scusa, ti sei nascosto perfettamente fino ad ora e adesso che le ragazze sospettano fai ‘ste cavolate? Quanto sarà poco credibile?

Poi non è neanche lui -A, tranquilli. Troppo facile. È solo uno scrittore folle che punta telecamere ovunque per scrivere il giallo della vita e diventare famoso. Logico anche che con tutte quelle telecamere non abbia mai visto il vero -A in faccia. O tutti gli omicidi commessi. …sigh!

A

Non c’è ancora un’identità per -A nella quarta stagione, perché è il centro della storia. Un centro che fa acqua da tutte le parti. Alison, Ian, Garrett, Mona, Jenna, Cece, Ezra, Toby, il padre di Aria, il padre di Spencer, ecc. Sono stati accusati quasi tutti, non so chi manchi, ma non sono molti.

-A sa tutto, vede tutto, è ovunque e non viene mai visto. Da nessuno. Persino chiedere informazioni fuori città fa scattare uno strano iter, ripetitivo: trovo una persona sconosciuta che può darmi informazioni, la interrogo, me ne vado e un momento dopo questa telefona ad -A dicendo una frase tipo “Sono state qui”. Tutti. Sempre. Una solfa che si ripete come se questo -A fosse veramente Dio.

Non c’è nulla che avvicini questo comportamento a quello di un qualunque personaggio thriller o giallo, è puro e completo nonsense. Non voglio soffermarmi troppo su -A, perché tutto quello che fa muove la trama, quindi ne parlerò nell’articolo successivo.

Ebbene, ragazzi, questi sono i personaggi di Pretty Little Liars. Non vi ha emozionati scoprire quanta incompetenza possa racchiudersi in una sola serie tv? Siamo a livelli da premio e ne ho guardata solo metà. Non vedo l’ora di continuare. Appena mi passa questa nausea da “perché a me?” #semicit. Vado avanti a citazioni di roba bella, almeno mi tiro un po’ su.

Scrivere la seconda parte di questa recensione mi farà piangere lacrime amare, visto che dovrò ripercorrere l’intera storia fin qui. Auguratemi buona fortuna, ne ho bisogno.

Vi lascio con una domanda, anzi due: avete seguito Pretty Little Liars? Vi è piaciuto o vi ha fatto gettare il buonsenso dalla finestra come è successo a me? Fatemelo sapere.

A presto con la parte 2! Cia’!

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