Recensione | I diari delle streghe – Lisa Jane Smith #BadBook

Condividi

Premetto: di quest’autrice avevo letto soltanto “Il diario del vampiro” e mi ero fermata dopo qualche libro perché iniziavo ad avere istinti autodistruttivi. Penso sia l’unica saga di cui ho preferito il telefilm alla carta. Dimentica di questo dettaglino, mi sono lasciata tentare e successivamente ho acquistato i primi quattro volumi dell’altra saga più conosciuta, quella che sto per recensirvi. Vi dirò, ho quasi rimpianto i vampiri sotto acidi abbandonati anni or sono. Cassie li supera tutti. Preparatevi al trash!

Titolo: L’iniziazione – La prigioniera – La fuga – Il potere
Serie: I diari delle streghe
Autrice: Lisa Jane Smith
Genere: urban fantasy
Casa editrice: Newton Compton Editori
Uscita: 16 settembre 2010
Formato: e-book
Pagine: 534
Prezzo: 6,99 €
Trama: Filtri d’amore, evocazioni, sortilegi: i poteri della magia bianca non hanno segreti per i ragazzi del circolo di New Salem.
Sono streghe e stregoni capaci di effettuare le mirabolanti magie contenute nei misteriosi Libri delle ombre, ma sono anche ragazzi normali, che vanno a scuola come tutti gli altri, si innamorano, tradiscono, si ingelosiscono e si lasciano come i loro coetanei. Quando Cassie si trasferisce a New Salem entra a far parte del gruppo capeggiato da Diana, la strega forte e bellissima che guida il Circolo con saggezza e determinazione.

Ma non tutti si piegano ai suoi voleri, e negli occhi di Faye, la strega malvagia, la scintilla dell’ambizione arde più forte che mai. Per diventare leader è disposta a tutto. E come se non bastasse c’è Adam, il ragazzo di Diana, che ha uno sguardo magnetico e profondo, ed è legato a Cassie da un vincolo che nessuno può spezzare… I diari delle streghe è una saga magica, in cui passioni, tradimenti e amori immortali si fondono per creare l’incantesimo perfetto: una storia unica, che ha conquistato il cuore dei lettori. | Compralo su Amazon

I personaggi

CASSIE

Quindicenne, completamente cretina, con la profondità di una pozzanghera fangosa, riesce a fare qualcosa durante la sua inutile esistenza per pura fortuna, oppure perché l’autrice ha deciso che, in quanto protagonista, deve riuscire in tutto e punto. Senza spiegazione, logica, niente. Abbiamo, insomma, l’ennesima protagonista vuota e fastidiosa come un foruncolo sulle chiappette d’estate. Rendo l’idea?

DIANA

Avete presente la Madonna? Ecco, stampategliela in faccia e poi farcite il tutto con qualche caratteristica da bellissima dea greco/romana. Bellissima, pelle luminosa, giusta, sincera, coraggiosa, saggia, ponderata, la perfezione. Ah, dimenticavo: non è una dea e ha quindici anni. Vi ho distrutto l’immagine eterea che vi eravate creati, vero? Già.

FAYE

La figlia di Satana. Non c’è molto altro da dire: è la cattiva più cattiva, perfida, di una bellezza graffiante e oscura, intelligente, sa tutto, minaccia, ferisce. E ha quindici anni anche lei, sì. Non so più come suggerirvi quanto siano fuori luogo questi personaggi. La sagra dell’esagerazione, il grottesco che fa festa grande.

ADAM

Bello, coraggioso, potente, muscoloso, figo, da infarto, misterioso. Continuo o posso andare a vomitare? Non serve a niente nella storia se non a salvare Cassie da pericoli improbabili e fare da galoppino a Diana, con cui è fidanzato “da una vita”. Figli miei, siete nati mercoledì scorso e state insieme da una vita? Riusciamo a stare con i piedini fatati per terra o continuiamo su questa strada ridicola? Ah, ovviamente è il classico ragazzo da trama indecente che “ohmmioddio, amo entrambe, come potrò mai scegliere???”. Severus, aiutami tu.

PORTIA

presentata come un’oca senza cervello, compare verso la fine della storia e si scopre essere una cacciatrice. Cassie, sempre in linea con il suo nulla cerebrale, passa dal sentirsi superiore al tremare quando passa Portia. Così, in un battito di ciglia. Perché, si sa, è il titolo a fare di una persona un pericolo. Un giorno sei una scema che posso prendere in giro, ma se il giorno dopo qualcuno ti chiama “cacciatrice” allora ho paura di te. Lineare, non fa una piega.

NICK, MELANIE, CHRIS, DOUG, SUZAN, DEBORAH, LAUREL, SEAN

Vorrei descriverli approfonditamente uno per uno, ma vi assicuro che non ne vale la pena. L’autrice ha messo tutti questi personaggi in mezzo senza un motivo, solo per fare numero.

Chris e Doug sono fratelli e praticamente sono identici, non si distinguono e non servono a nulla se non a proporre feste in spiaggia, persino dopo una tragedia che colpisce proprio loro. “Nostra sorella è morta, quanto siamo arrabbiati, ma, ehi!, è il compleanno di tizio, facciamo festa! Alcol! Musica!”. Tutto bene, sì? Il cervello? L’abbiamo venduto su ebay?

Deborah è la classica tipa dark, figa, con la moto, la dura dal cuore d’oro. Passa dall’odiare Cassie al venerarla in tre pagine.

Melanie è un negozio di cristalli ambulante. Serve solo a distribuire ametiste, quarzi e via dicendo.

Suzan è la Barbie del gruppo e Cassie, scema come il mio fondoschiena, ogni tanto, per rivalutare un po’ il personaggio forse, se ne esce con “oooh, ma allora non è tutta scarpe e borse, è anche intelligente!”. Che strano, eh? Questi cliché!

Laurel è Melanie, ma invece delle pietre distribuisce erbe. No, non quelle da fumare.

Nick passa tre libri su quattro a guardare storto tutti, poi, improvvisamente, si fionda su Cassie urlandole un “ti amo” a caso per poi sparire di nuovo quando lei lo rifiuta. Che meraviglia, sono quasi emozionata dalla crescita di questi personaggi.

Sean è l’inutilità fatta persona, ti dimentichi proprio che esiste durante tutti i libri, tranne alla fine, quando si scopre che ha fatto il burattino tutto il tempo per un’entità che avrebbe potuto rivoltare tutti come calzini con l’unghia del mignolo. A che gli serve un ragazzino che non sa neanche allacciarsi le scarpe non si sa. Forse a dimostrare che, oh santa polenta!, allora Faye non è così cattivississima (non è un errore, va scritto proprio così nella mia testa), è più cattivo uno che sembrava buono! Mi dispiace, cara L. J. Smith, ma è un cliché anche questo. Almeno messo così, buttato come un calzino sporco.

MAMMA E NONNA

Menzione d’onore per la madre e la nonna di Cassie. La prima arriva in città e si ammala di una malattia misteriosa, svegliandosi solo per rimanere scioccata dall’arrivo di Black John e cadere in catalessi. Ovviamente, si sveglia definitivamente alla fine di tutto e abbraccia la figlia tutta felice. Ma perché dovete mettere questi personaggi se poi devono essere così inutili?

La nonna, invece, è la più informata del mondo, sa tutta la storia dal principio, i segreti, i segretucci, le marachelle, ma non dice niente fino alla fine perché… *sospira* Perché una profezia ha detto di non farlo. Una profezia. L’Harry Potter dei poveri. Almeno la Rowling giustifica tutto, qua niente, le cose sono buttate a caso senza neanche provare a spiegare nulla. C’è una profezia, dovete stare zitti e muti, è così e basta. Cosa pensate a fare? Eh? Stupidi lettori muniti di intelletto!

BLACK JOHN

Il cattivo cattivissimo, ancora più di Faye. Quello millenario, quello immortale, Sauron, Voldemort. Le ha tutte, mancano solo l’anello e gli horcrux. Eppure… niente, non ce la fa a comportarsi in modo decente. Si inventa i trucchi più strani per catturare i ragazzi, trucchi che non stanno né in cielo né in terra. Resuscita e diventa preside della scuola solo per mettere delle regole che avrebbero mandato i ragazzi nel suo ufficio. Uuuuh, che paura! Scusa la domanda, John, ma, visto che sei uno stregone super powa, andarli a prendere a casa no? Così, per dire. Fulminarli per strada con uno schiocco di dita, dare fuoco alle loro mutande, staccargli la testa a morsi, robetta semplice. No, metti delle regole per cui se respiri storto vai nell’ufficio del preside. A fare che? Giocare con le bambole?

Lo svolgimento

T’AMO E NON SO PERCHÉ

Cassie è al mare, in vacanza, in compagnia di Portia. Sulla spiaggia, vedono passare Adam e Portia lo descrive come “un tizio che lavora al porto, evitato da tutti”. Mi viene in mente che potrebbe essere un violento, ma no, è evitato solo perché non è un riccone con la bella macchina. Lavora al porto. E che significa? Viva il classismo.
La scenetta è patetica. Adam è inseguito dai fratelli di Portia, che a quanto pare gli vogliono fare qualcosa di spiacevole, Cassie lo aiuta a nascondersi e lui per sdebitarsi le regala una pietra portafortuna. Fine scena.

Peccato che da qui inizino i film mentali di Cassie che ora è innamorata persa di questo Adam (non sa ancora che si chiama così, tra l’altro). Lo ama, ma non è descritta come una cotta, badate bene, ma come un amore profondo. L’uomo della sua vita, anima mia portami via. Roba del genere. Per due minuti di incontro. Discorsi tipo “sono stata abbandonata da mio padre (e va bene) e anche dal ragazzo che ho visto per tre secondi, che tristezza, nessuno mi ama”. Figlia bella, se ti aspetti che il primo incontrato ti ami di botto, hai qualcosa che non va nel cervello, renditene conto. Fatti aiutare, amore bello. Vabbè, andiamo avanti.

NUOVA CITTÀ, NUOVO NONSENSE

Salto un sacco di cose inutili e arrivo a Cassie che cambia città con la madre perché la nonna è anziana e ha bisogno di aiuto. Da qui, la madre scordatevela, inizia a stare a letto tutto il giorno malata di non si sa cosa. La nonna è giudicata da Cassie immediatamente per il suo aspetto: ha la schiena curva, le mani rugose, sembra la strega di Biancaneve, che brutta, mamma mia! Poi dicono che divento volgare. Superficialità ne abbiamo? Oltre al cliché della strega brutta, ovviamente.

Insomma, Cassie va a scuola, si fa subito nemica Faye e viene salvata da Diana, la Madonna splendente. Tra l’altro, le due sono cugine, ma non ce ne frega niente. Quando Diana porta a casa Cassie, dopo tipo due giorni di conoscenza, le chiede se vuole diventare sua sorella adottiva di spirito. E iniziano a chiamarsi “sorellina”. Neanche a sette anni facevo così con le mie amichette alle elementari. Non dico che non si possa fare, ma dalla Madonna, saggia e sapiente, una si aspetta un attimo di maturità in più, non il gioco della campana. Per dire.

Durante tutta questa roba inutile, ci sono scenette tipo “mamma mia, non sono più così giovane” detto da quindicenni, Cassie che schiva la moto di Deborah e piange quando questa le dice semplicemente “bellina, se non ti sposti ti stiro” e il preside della scuola, dopo che Cassie si lamenta del bullismo da parte di Faye, che risponde: “cosa me ne frega, sono cose vostre, cavatevela da sole”. Preside, una sprangata sui denti la vuole o la conserviamo per dopo? Il bullismo va fermato, miseriaccia! Cosa le dici “cavatela da te”!
Evidentemente è un libro istruttivo, ammettiamolo.

FESTA!

Dopo un po’ di questo tira e molla di inutilità, Cassie inizia a piagnucolare che è sola, si sente persa, nessuno la ama (di nuovo, sì) e che vuole essere parte di qualcosa. Non fa in tempo a pensarlo che una del “gruppo figo” della scuola muore e lei ne prende il posto. Letteralmente. Come si capisce dalla prima pagina, sono tutte streghe, formano una congrega e devono essere un numero esatto per “funzionare insieme”. Quando la sorella di Chris e Doug viene fatta fuori, la scelta ricade su Cassie, l’unica altra strega. Ma come entra nel circolo? Credo sia una delle parti più trash del libro.

Di notte, entrano in casa, la incappucciano e la liberano solo sulla spiaggia per poi formare un cerchio, dire qualche frase super magica a caso invocando gli elementi… et voilà!, Cassie diventa una di loro. Serviva il cappuccio, eh! Perché non li conosceva già tutti e quella non è l’unica spiaggia esistente in una cittadina di due metri quadrati. Già. Tutto super segreto. 
A un certo punto esce fuori l’argomento sorella-morta, su cui si spendono tre righe, e dopo circa tre secondi qualcuno urla “FESTA!” e tutti iniziano a fare festa. Non sto scherzando, va più o meno così: “Sono così addolorato dalla morte di mia sorella, voglio uccidere tutti, usiamo i nostri poteri per scoprire il colpevole, ma… cavoli, abbiamo un nuovo membro nel gruppo, festeggiamo, io porto l’alcol, tu accendi il falò, yeeee, ci si ubriaca!”. Non ho parole.

Vi risparmio altre pagine e pagine di trama inutile e saltiamo direttamente al giochetto imbecille che inizia al ritorno in città di Adam che “ohmmioddio, è il fidanzato di Diana, sono una brutta persona, non posso amarlo, nascondiamo che ci siamo già incontrati” #cit Cassie. Ovviamente Faye lo scopre, visto che due minuti dopo li trova a slinguazzarsi allegramente, e la minaccia di dire tutto a Diana. Cassie, terrorizzata, inizia a fare la schiavetta di Faye che si fa aiutare a diventare leader del gruppo.

ANCORA FESTA!

Altro salto e arriviamo alla morte del preside. L’omicidio, per l’esattezza, probabilmente provocato dal manufatto che Adam ha riportato in città dal suo viaggio, antichissimo e malvagio. Faye lo usa, la gente muore. Semplice. Ancora più semplice è il ragionamento dei ragazzi: “dobbiamo scoprire chi è stato, come funziona il teschio magico, dobbiamo salvare la città, ma prima… FESTA!. Eeeh già, ancora. Questa volta è un ballo della scuola e via a pagine e pagine di preparazione in cui usano la magia per farsi belle, le pietre per aumentare il loro fascino e le erbe per profumarsi. Ottimo.

Al ballo, altro cadavere. Tutti scioccati per tre secondi e poi, che ve lo dico a fare?, FESTA! Ballo di Halloween. E, badate bene, i tempi sono questi, non è che c’è un ballo ogni trecento pagine, ce n’è uno ogni trenta. Poi, ogni tanto, evitano le grandi feste e organizzano piccoli party, tipo quello a casa di Faye in cui la ragazza decide di mostrare quanto sia perfida. Cassie è terrorizzata, chissà cosa succederà… Niente, tranquilli. Semplicemente Faye ordina delle pizze e decide di incantare i ragazzi che le portano così da “giocare” un po’ con loro e fare la poco di buono. Che paura! Che cattiveria! Sono scioccata… circa.

In tutto questo andirivieni, Cassie è più inutile dei miei sandali estivi d’inverno: non sa fare alcun incantesimo, nessuno glielo insegna, studio zero. Sfoglia continuamente il libro delle ombre di Diana per trovare cose che poi faranno gli altri. C’è solo un argomento in cui eccelle: il piagnisteo che, guardacaso, si tramuta quasi sempre in “incantesimo” e giunge fino ad Adam che in qualche modo riesce a salvarla dai guai senza senso in cui si caccia. Aaaah, la forza dell’amore! Sigh.

SEGRETI NON SEGRETI

A questo punto siamo alla fine del terzo libro e arriviamo al momento più brutto: Black John risorge e la nonna di Cassie muore. Ma prima di spirare le racconta… tutto. Proprio tutto, eh! Sa anche quante volte inciampano le ragazze, conosce Black John, sa perché uccide, perché i genitori non fanno nulla (una scusa assurda che è un’offesa all’intelligenza, neanche ve la dico) e tutto il resto. In pratica, poteva salvare tutti, bastava aprire la boccuccia invece di starsene lì a girare le pozioni nel calderone. E perché non lo fa? Perché una profezia dice di non rivelare nulla. Da dove viene la profezia lo spieghiamo? Ma no, che ce ne frega, dai. Le scuse a caso.

E qui un altro momento epico. Cassie esce dalla casa della nonna morta e incontra gli altri, con cui inizia a parlare di… Adam. Sì, parlano di baci, bacetti, tradimenti, cose varie, perché tanto che ce ne frega dei morti che ci lasciamo dietro, no? Mia nonna è morta (ammazzata, tra l’altro) da tre secondi, ma a me interessa solo accoppiarmi. Brava, Cassie, è così che si fa. Hai capito tutto.
Ah, dimenticavo: durante la scena della nonna, vediamo la madre che si alza dal letto (guarita, finalmente), guarda Black John, urla e… cade in catalessi. Abbiamo capito da dove deriva l’inutilità di Cassie: è di famiglia. Genetica.

BLACK JOHN

Passiamo all’ultimo libro, in cui incontriamo Portia che passa dall’essere la scema che neanche ascoltiamo alla cattivissima e spaventosa cacciatrice. È come se vedessimo, non lo so, Barbie trasformarsi in IT nel giro di un secondo. Una roba imbarazzante.

Insomma, Black John, l’antagonista che aspettavamo e che è andato in giro per tre libri sotto forma di spirito (ciao, Voldemort), risorge. Uno si aspetterebbe fulmini e saette… e invece no. Pure voi che vi aspettate tutte ‘ste cose, e andiamo! Semplicemente arriva e prende il posto del preside morto. Si mette a fare il preside! Direte voi: ha un piano. Certo! Crea delle regole scolastiche secondo cui non puoi fare praticamente nulla: se fumi sei punito, se senti la musica sei punito, se cammini veloce, vesti di rosso, muovi troppo la mano destra, respiri o alzi gli occhi al cielo sei punito. Insomma, le classiche “regole scusa” per punire la gente.

E poi? Niente, se ti beccano vai nell’ufficio del preside che cerca di convincerti a stare dalla sua parte. Sorry, what? Sei il super cattivo del secolo, non puoi semplicemente prenderli per le orecchie per strada e trascinarli nel tuo covo, torturarli o fare qualunque altra cosa verosimile?

PAUSA FESTA 3.0

Durante tutta questa follia, Nick, che fino al libro prima era stato completamente ignorato, si dichiara a Cassie. La ama e, indovinate?, vuole portarla al ballo! FESTA! Lei ci sta, finché non si accorge di amare ancora Adam, a cui ha rinunciato per Diana. Va bene. Passiamo alla conclusione. Ve la faccio breve che tanto non merita.

Black John minaccia la cittadina: blocca l’accesso al continente (sono su un’isola) dando fuoco a uno scuolabus sul ponte di collegamento (bah!) e poi scatena una specie di tempesta minacciando di farla abbattere sulla città e uccidere tutti se i ragazzi non formano una congrega con lui. Perché è chiaro che un gruppo di streghe possa essere fermato da uno scuolabus in fiamme. Verosimilissimo. E gli adulti? Sono a farsi le unghie? Probabilmente sì, perché non esistono proprio, neanche menzionati.

Alla fine, tutto il gruppo raggiunge Black JohnCassie, che fino alla pagina prima era incapace persino di tenere una matita in mano, lo sconfigge “invocando poteri”, così, a caso, mentre gli altri, a turno: “Invoco il tuono, invoco l’acqua, invoco il fuoco, ecc.”. Sbam!, morto. E non si vede niente, badate bene, non c’è una battaglia, invocano soltanto a voce. La prossima volta che qualcuno mi spintona in metro mi giro e lo minaccio così: “Oh, bello, stai attento che invoco il fuoco, eh!”. Sto ridendo come una pazza. Quattro cretini che fanno i palloni gonfiati e riescono anche a vincere. Aiutatemi!

CIAO, MAMMA, GUARDA COME MI DIVERTO

Terminata la “grande battaglia” tornano a casa e la mamma di Cassie, magia!, sta di nuovo bene: “tutto a posto, bella di mamma, ora che è tutto finito risorgo dalle ceneri per festeggiare il c…appero che non ho fatto”. Cassie e Adam si mettono insieme e Diana glielo lascia perché lei è saggia e buona, così saggia che neanche ci soffre. “So che è destino, tienitelo, è tutto tuo, anche se lo amo, siamo stati insieme millemila anni e tu sei una z…ozza”. Tutto normale, tanto qua la crescita del personaggio è inesistente.

E niente, tutti felici e contenti e… FESTA! Che bello.
Ah, se vi state chiedendo a cosa serva Portia, vi rispondo subito: a niente. Compare, rapisce Cassie tre minuti, straparla, la congrega la salva e poi “ciao, Portia!”. Fine. Non vi fate domande, non c’è niente di ben costruito qua dentro.
Aggiungo anche che la rivelazione del secolo è che Black John è il padre di Cassie (perché ha tipo millemila anni, ma è risorto più volte) e la sua famiglia è destinata a sconfiggerlo, uh uh uh! Ma dai, non me l’aspettavo proprio, non era chiaro dalla seconda pagina.

Conclusioni

Che volete che vi dica? Questo libro è una schifezza dalla prima pagina all’ultima. Non c’è nulla di buono, è persino pieno di refusi, imbarazzante. I personaggi sono inutili e poco caratterizzati; la trama è confusionaria, banale, noiosa e ridicola; l’ambientazione è vista e stravista, non ha neanche un elemento che ti fa dire “ah, ma allora non è tutto mainstream”. Niente, un’enorme, colossale bolla di nulla assoluto. Ho cercato di raccontarvelo facendovi fare due risate, perché se avessi dovuto seguire un filo e quella poca trama che c’è avrei scritto due righe. Se invece avessi preso in esame tutte le cavolate, saremmo stati qui fino al prossimo Yule.

Credo sia chiaro che non lo consiglierei a nessuno, neppure per passare un po’ il tempo. Considerando che è venduto come bestseller, mi vergogno per la casa editrice e tutti quelli che credono davvero sia un capolavoro. Se esistono e non è solo marketing ingannevole.

Detto questo, non perdo altro tempo su questa roba e vi lascio il voto finale:

LEGGI LE ALTRE RECENSIONI

Condividi

Tag:

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.