camp nanowrimo
Scrittura creativa

Camp NaNoWriMo | Aprile 2021

Cos’è il NaNoWriMo l’hai scoperto in questo articolo, ma sapevi che la competizione di novembre non è l’unica né la prima dell’anno? La prima sfida di scrittura parte ad aprile ed è proprio il Camp NaNoWriMo. Ce ne sarà una seconda a luglio, per poi terminare l’anno con il NaNoWriMo ufficiale a novembre. Le differenze? Ora te le spiego.

Il NaNoWriMo ufficiale ti chiede di scrivere 50.000 parole in un mese, nel Camp, invece, sei molto più libera. Decidi tu l’obiettivo, che può essere di scrittura, editing, prepping o plotting, senza nessun paletto. A cosa serve? Be’, una storia non ha solo bisogno di essere scritta, c’è un lungo studio dietro e, tra schede personaggio e schemi sulla trama, ogni scrittrice si ritrova a lavorare giorni e giorni anche su ciò che precede la scrittura. Soprattutto se sei una tipa come me, che programma tutto nei minimi dettagli prima di aprire la pagina bianca e mettersi a battere sulla tastiera come una matta.

Ti dirò, il Camp mi è sempre piaciuto più del NaNo per un motivo semplice: la stagione. Si svolge in primavera, c’è il sole e il nome stesso suggerisce l’intenzione dei creatori di creare un campeggio per scrittori che si ritirano a finire i loro manoscritti. È pittoresco e motivante, un’occasione che non mi perdo da ormai tre anni, quando l’ho scoperta.

Il mio obiettivo

Di solito, l’obiettivo dei miei Camp è più leggero di quello del NaNo, l’ultima volta è stato l’editing di “Primordia – L’Alleanza” che ho pubblicato a giugno, due mesi dopo. Quest’anno, però, qualcosa mi ha spinto a osare, a buttarmi in un’avventura impegnativa quanto quella di novembre, perciò mi sono messa lo stesso obiettivo: scrivere 50.000 parole.

Ho una saga da terminare, mancano tre libri da pubblicare, uno durante questa primavera, gli altri due a distanza di poco. Non voglio far aspettare i lettori e non voglio aspettare io. Ho tanti progetti in ballo, tante idee, ho bisogno di lavorarci, di metterle su carta e accarezzarle come un amante. In fondo, le storie sono state il mio primo amore, è giusto che gli dedichi il tempo necessario.

Quindi, sì, 50.000 parole da scrivere ad aprile. Spero che il sole mi aiuti, perché per come sono messa, con tutte le cose da fare, il lavoro, i libri, i social, il blog e forse anche la mia vita privata, non so quando dormirò. Ma sono felice, perché almeno trasformerò questo periodo nero di pandemia, morte, chiusure e distanza sociale in arte. E c’è un po’ di magia in questo.

Come mi organizzo

Solitamente seguo la mia writing routine, un po’ cambiata a seconda della stagione o dei desideri del momento, ma quando ho sfide così impegnative tendo a svegliarmi prima per scrivere e completare almeno parte dell’obiettivo di mattina. Mi fa sentire più tranquilla sapere di aver fatto il mio dovere subito e non dover aspettare la sera, magari arrivandoci troppo stanca per tirare fuori qualcosa di buono.

Mi piace alzarmi alle sette, prepararmi un bicchiere d’acqua con pezzetti di zenzero oppure un tè freddo, sedermi in terrazzo al fresco e immergermi subito nella storia. È quello che sognavo di fare da bambina, poterlo realizzare mi rende felice. E poi sul terrazzo c’è il mio secondo amore: le mie piante aromatiche, che rendono tutto molto più profumato e piacevole. Non è raro che rubacchi qualche foglia dalla mia pianta di menta per metterla nel bicchiere. O che infili il naso nel rosmarino o nella salvia.

Cosa mi aspetto

Mi aspetto di impegnarmi, di divertirmi, di fare un passo avanti. Non mi preoccupa l’obiettivo in sé, sono più concentrata sul percorso. Gli intoppi possono capitare, come possono capitare momenti favolosi che ti lanciano verso il superamento abbondante del numero previsto. Ma a me non importa, io voglio godermela, imparare, migliorare e far crescere una storia che mi dia soddisfazione e amore, proprio come le mie piante. Perché le cose create con amore hanno tutto un altro sapore.

Mi aspetto di arrivare a fine aprile ed essere fiera di me, un po’ più leggera dopo aver lasciato le parole sul foglio e più ricca per quello che mi avranno insegnato. A dire il vero, è quello che mi aspetto ogni volta che finisco un libro. Prima mi facevo un sacco di problemi, avevo un sacco di paure e il terrore delle recensioni negative. Poi ho capito che tutte queste cose non contano, conta solo come ti senti quando fai quello che ami. Niente è perfetto e non puoi piacere a tutti, ma puoi piacere a te stessa. Puoi amarti e amare i tuoi libri. Ed è quello che cerco di fare ogni giorno della mia vita, durante il Camp e fuori dalla competizione.

E, a proposito di competizione, ora devo proprio tornare a scrivere se voglio raggiungere il mio obiettivo giornaliero. E magari regalarmi una coppetta di gelato, dopo questo articolo me la merito un po’. Al pistacchio, ovviamente. E yogurt. Ci si legge presto!

Mi chiamo Juls e sono una creativa multipotenziale. Nella vita faccio un sacco di cose: scrivo libri fantasy per ragazzi, aiuto altre menti creative a brillare e, nel tempo che rimane, curo un blog, un podcast, una newsletter, qualche social e un sacco di piante. Amo il mare, l'incenso, le erbe aromatiche, i corvi, la musica rock, il tè al bergamotto e... le cose stregose 🧹🌱🌙

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti alla newsletterRicevi anche tu le Lettere dal Cottage!

Ogni mese ti invierò esercizi di crescita personale, articoli e podcast per aiutarti a migliorare il tuo mindset e dare una spinta alla tua creatività. Entra nel gruppo e inizia a lavorare per costruire la versione migliore di te!