La mia writing routine
Scrittura creativa

La mia writing routine

Quando ho iniziato a scrivere, la notte era mia compagna. La casa della mia infanzia è sempre stata troppo piena di persone perché potessi sentirmi libera di costruirmi delle abitudini personali e dividere la stanza con tuo fratello non aiuta se sei in cerca di concentrazione o dei tuoi orari. Lui è sempre stato un angelo, lo ammetto, ma ci sono cose che, ovviamente, non puoi ottenere in certe situazioni. Una routine, ad esempio.

Questa cosa stampatela a caratteri cubitali da qualche parte: una routine sana è necessaria per vivere, lavorare e scrivere meglio. Sì, lo so, sembra una di quelle frasi fatte da influencer perfettina, ma ti assicuro che non lo è: ho provato sulla mia pelle cosa significa sostituire la ricerca caotica d’ispirazione con l’organizzazione e ci ho soltanto guadagnato.

Writing routine

Perché è importante una routine

Il nostro cervello è letteralmente schiavo delle abitudini. Una volta immagazzinate quelle che fanno per lui, se le tiene strette e guai a lasciarle andare. Di solito, le abitudini più difficili da estirpare sono quelle negative: la pigrizia e la procrastinazione, per dirne un paio. Sii sincera, quante volte nella tua vita hai procrastinato invece di scrivere il capitolo che ti aspettava sulla scrivania? Ti capisco, tranquilla, succede a tutte ed è una cosa che si può combattere. Come? Come una routine di scrittura costruita come si deve.

La prima cosa da fare è allenare la mente a pensare di non dover aspettare qualcosa di magico là fuori che ci venga in aiuto, ma fare, fare, fare! Starsene sedute alla finestra ad attendere l’ispirazione non porta a nessun risultato se non quello di non pubblicare il libro che hai nel cassetto o quell’articolo che vorresti scriver da una vita ma che non inizi mai. Devi iniziare, sorella, o rimarrai ferma lì fino alla fine dei tempi, insieme ai tuoi rimpianti. E dopo aver iniziato devi perseverare fino a far diventare le tue buone abitudini una routine. Appallottola pigrizia e paura e seguimi perché ora ti racconto come ho iniziato io.

  

La mia writing routine

Come ho iniziato

Non immaginarmi come una super guru dell’organizzazione. Ho sudato tutte le magliette che avevo per capire come adattarmi a questa nuova sfida. Non è stato facile e a volte ricado nelle vecchie abitudini. Basta poco, siamo umane, ma siamo noi a scegliere se arrenderci o meno. E io non mi arrendo, quindi spingo perché non lo faccia nemmeno tu.

Insomma, mi sono imbattuta in questi libri (americani) che parlavano del perché creare una sana writing routine mi avrebbe cambiato la vita. Io, scettica, con le sopracciglia che mi arrivavano sotto i capelli per quanto le tenevo alzate, mi sono detta: “Be’, proviamo, peggio di così non può andare!”. Non avevo niente da perdere, al limite sarei rimasta allo stesso punto e il mio libro avrebbe fatto le ragnatele nel cassetto.

Ho perseverato per tre giorni e al quarto volevo già ingozzarmi di pizza e piangere tutte le mie lacrime. Mi sembrava un’impresa impossibile, non ci riuscivo proprio a scrivere a comando. Ho continuato per una settimana e mi sono arresa. Poi ho riprovato, ancora e ancora, per mesi, finché la settimana non si è trasformata in dieci giorni, quindici, venti e alla fine mi sono ritrovata a stare meglio. Scrivevo di più, leggevo di più, ero meno stanca. Incredibile, funzionava davvero e il mio romanzo andava avanti, le pagine aumentavano!

La costanza è tutto e ripaga sempre. Te lo dico con gioia e fiducia, perché so che funziona e so che puoi farcela anche tu. Anche se essere una creativa è difficile, anche se scrivere è una delle cose più complicate del mondo, puoi farcela e una writing routine su misura per te ti aiuterà di certo.

Scrittura creativa

La mia routine

Quindi? Qual è questa magica writing routine che ha cambiato il mio modo di lavorare? Ora te la spiego, ma premetto una cosa: è la MIA routine, non una routine generica che va bene per tutte. Me la sono creata seguendo l’istinto e le necessità della mia mente e del mio corpo. Puoi usarla così com’è se vuoi, ma se vedi che non funziona non ti arrendere, significa solo che devi modificarla perché sia giusta per te.

  • La mia giornata inizia alle otto del mattino. Mi alzo, curo le mie piante, faccio stretching e tutte le cosine belle che ho inserito nella mia morning routine (ora ci scrivo un articolo e te lo linko qui, abbi pazienza). Prima delle nove non accendo neanche il cellulare, non voglio distrazioni dal mondo esterno.
  • Finita la colazione, accendo il pc e apro subito Scrivener o l’archivio degli articolo del blog. Uso il computer come se non avessi connessione internet, non vado sui social, non controllo le mail, scrivo e basta. Mi concentro su un solo argomento, di solito, quindi scelgo se occuparmi del libro o degli articoli, della newsletter, ecc. Questo perché il multitasking mi distrae e mi rallenta, preferisco task lunghi senza interruzioni.
  • Alle undici mi occupo dei social, delle mail, dei messaggi e tutte le cose che hanno a che fare con il mondo esterno. Scrivo ai miei clienti, faccio le telefonate, organizzo l’agenda, registro podcast e stories, ecc. Ho impostato un timer all’interno del cellulare che mi chiude tutto se uso troppo i social, perché ho notato che mi distraevano molto (leggi questo articolo sull’uso tossico dei social).
  • Poi cucino qualcosa e pranzo. A volte, se devo cucinare ingredienti che richiedono tempo come i legumi, porto il laptop in cucina e scrivo un po’ tra una girata di mestolo e l’altra. Oppure leggo, pratica legata a doppio filo con la scrittura per un professionista.
  • Dopo pranzo, altra sessione di scrittura fino alle quattro. Anche qui, niente distrazioni, cellulare lontano, musica nelle cuffie e qualcosa di buono da sgranocchiare e da bere, tipo un frullato e della frutta fresca.
  • L’ultima parte della giornata, più o meno dalle cinque alle sette, varia a seconda di come sono andate le ore precedenti. A volte leggo, studio o seguo dei corsi, altre volte scrivo un altro po’ prima di cena, oppure ho delle telefonate con i clienti. Organizzo le cose anche in base alle persone con cui collaboro, perché ognuno ha le proprie necessità.
  • Dopo aver cenato, mi rilasso, ma quando sono vicina a una pubblicazione capita anche che mi rimetta a scrivere. Quello della scrittrice non è un mestiere per pigri!

Riassumendo, divido le mie sessioni di scrittura in due grandi gruppi: quello della mattina e quello del pomeriggio, intervallati da tutti gli altri impegni che, però, non interrompono mai la concentrazione. Cerco di scrivere per almeno un’ora consecutiva senza distrazioni, faccio una pausa e poi riprendo per un’altra ora. I task brevi con me non funzionano, se mi distraggo faccio davvero fatica a riprendere il lavoro.

Writing routine

Quando seguo l’istinto

Visto che la mia firma è la sincerità, voglio esserlo del tutto anche su questo argomento: capita che io salti dei giorni della mia routine, semplicemente perché non mi sento al massimo o perché decido di prendermi un giorno di pausa. Ho scelto di lavorare da freelance per essere libera dagli orari pressanti imposti da qualcun altro. Non amo rinchiudermi in una gabbia e seguire regole che non fanno per me, preferisco crearmele perché siano adatte alla mia vita.

Ci sono momenti in cui sono giù o non mi sento bene, tipo i primi giorni del ciclo. Quando non si è al top, è inutile continuare a spingere e stare ore su quella cosa che non risolverai neanche in trenta ore. Meglio prendersi del tempo per ricaricarsi e riprovare il giorno successivo. Quante volte ti è capitato di stare otto ore in ufficio e non concludere nulla e poi risolvere tutto in un’oretta qualche giorno dopo? È normale ed è sano ascoltare la nostra mente e il nostro corpo.

Per farti un esempio meno drastico: sto scrivendo questo articolo alle otto e trenta del mattino, in un momento che secondo la mia morning routine dovrei dedicare ad altro. Perché? Perché sono ispirata e non mi va di fermarmi. Oggi mangerò più tardi, durante la seconda sessione di scrittura.

Il punto è che non devi comportarvi come un robot. Dovresti avere una routine sana, ma dovresti anche sentirti libera di cambiarla quando provi determinate sensazioni. Senza scuse, però, non sono contemplate pigrizia e distrazione. Sto parlando di cose importanti, non di procrastinazione e bugie che ti racconti per non portare a termine il lavoro. C’è bisogno di autodisciplina e so che questa parola spaventa.

La maggior parte delle persone è abituata a lasciarsi trascinare o a prendere ordini. Non decidono i loro orari, sono sballottate di qua e di là dalla vita e dal lavoro. Lo capisco, capitava anche a me. E capisco che non tutte hanno il coraggio o la possibilità di costruirsi un lavoro come il mio. Ma è necessario parlarne, è necessario mostrare che c’è un’altra strada e può funzionare. È faticosa, all’inizio, strana, ma con il tempo darà i suoi frutti e regalerà una vita migliore.

Cosa puoi fare tu

Dato che abbiamo tutte vite e impegni diversi, come puoi creare una routine se la tua giornata sembra già piena? Prima di tutto, smettendo di pensare di non avere tempo per fare le cose. Sono certa che almeno un’ora al giorno puoi ritagliartela e non lo fai per abitudini sbagliate o pigrizia, come succedeva a me. È come quando qualcuno ti dice: “dovevo chiamarti, ma non ho avuto il tempo”. Se vuoi chiamare davvero qualcuno, lo fai anche dal bagno, mentre sei in pausa, suvvia, non nascondiamoci dietro a un dito.

Ti dico come ho iniziato a ritagliarmi il tempo io quando non potevo ancora decidere i miei orari: svegliandomi prima. C’è un libro, The Miracle Morning, che spiega bene quanto può aiutare sfruttare la mattina. So che lo spammo spesso, ma mi ha davvero aiutato.

Mi svegliavo alle sei del mattino e, dovendo uscire alle otto per andare in ufficio, sfruttavo le ore precedenti per dedicarmi a quello che mi faceva stare bene. Scrivere, fare esercizio, meditare, leggere. So cosa stai pensando: “Alle sei del mattino? Tu sei pazza!”. No, non lo sono. Cioè, sono pazza per altri motivi, ma non per questo. Te lo ripeto ancora: è questione di abitudine. Se non riesci a fare una cosa è perché non ci stai provando abbastanza. Pigrizia e procrastinazione sono fardelli che ognuna di noi si porta dietro, difficili da lasciare andare. Lo so, fatico anche io a fare le cose, non è che mi sveglio la mattina e mi riesce tutto, magari fosse così!

Chi è riuscita nel proprio intento ha perseverato. È stata costante, resiliente, concentrata. Sii tutte queste cose anche tu, senza se e senza ma. Prima o poi ti accorgerai che ho ragione. E la prima che mi dice “per te è stato facile, non sai cosa vuol dire” la sbrano. Le vite delle persone sembrano perfette da fuori, ma non è tutto rose e fiori. Tirati su le maniche e fai in modo che anche per te sia così, basta scuse!

Bene, direi che per oggi ho ciarlato abbastanza. Ora torno alla mia routine e recupero la colazione. Ho una fame! Fammi sapere se questo articolo ti ha aiutata in qualche modo e sii coraggiosa, inizia oggi, non rimandare più il lavoro sulla tua serenità.

Mi chiamo Juls e sono una creativa multipotenziale. Nella vita faccio un sacco di cose: scrivo libri fantasy per ragazzi, aiuto altre menti creative a brillare e, nel tempo che rimane, curo un blog, un podcast, una newsletter, qualche social e un sacco di piante. Amo il mare, l'incenso, le erbe aromatiche, i corvi, la musica rock, il tè al bergamotto e... le cose stregose 🧹🌱🌙

8 commenti

  • Niiscrive

    Molto interessante e soprattutto d’ispirazione. Prenderò spunto dai tuoi consigli, sei fantastica ✨

  • aven90

    È stato davvero illuminante, devo ammetterlo. E sì, ci sono giorni in cui rendo di più e giorni in cui chiudo bottega prima. E va bene così. Non mi sta inseguendo nessuno e per quanto poco, la produzione che faccio è il risultato della giornata corrente. E ora alle 18 avevo voglia di commentare qua. In ogni caso grazie!

  • Blackcaliban

    Un articolo che ho letto davvero con piacere. Se posso chiederti una cosa mi piacerebbe molto sapere come sei riuscita a entrare nel mondo della scrittura come lavoro. Che tipo di studi hai fatto, se esiste un modo per entrare nel settore e quali requisiti sono necessari. Riuscire a lasciare il mio attuale lavoro per farne uno che sia così vicino alla mia passione come il tuo sarebbe quanto di più bello potrei sperare, ma al momento la cosa mi sembra davvero impossibile. Spero che riuscirai a rispondermi, e in ogni caso grazie per questo tuo articolo.

    • J. A. Windgale

      Parlerò di questo argomento in una delle prossime puntate del mio podcast. Lo trovi in home: si chiama Skryvo, come la rubrica qui sul blog, e inizierò a caricare le puntate da stasera. Penso che scriverò anche un articolo, così è più comodo per chi non è abituato ad ascoltare podcast ♥

  • Chiara

    Sono capitata sul tuo blog per caso cercando informazioni sulle morning pages, che ho ripreso in mano (dopo il primo tentativo fallito) proprio ieri, riprendendo a leggere anche La via dell’artista (sai com’è, nuovo anno, buoni propositi, voglia di nuovi inizi o di nuovi tentativi…) e mi sono ritrovata a leggere articolo dopo articolo, ritrovandomi in ogni cosa che scrivi. Ho letto della vision board, che non conoscevo ma che penso approfondirò…e soprattutto questo articolo, che mi ha colpita come un pugno in faccia, perché sono quelle cose che sai che fanno bene, perché lo sai, ma mannaggia la pupazza non riesci a trasformare in pratica. Ho periodi di grande fermento creativo, in cui ho mille idee e voglia di fare e di organizzarmi, ma poi mi scontro con procrastinazione, pigrizia, vecchie malsane abitudini fino a quando non passa lo stimolo e torno “calma”. C’è da dire che faccio mille cose più una, quindi parlare di pigrizia o di poca creatività non è proprio esatto, è che il mio cervello viaggia mille giri più veloce rispetto alle 24h di cui è composta la giornata. A quello aggiungici la quantità spropositata di tempo che perdo su social o con giochini idioti (che vanno benissimo per rilassarsi mezzoretta, ma magari non per ore, ecco :P) e così capita che parta la mattina piena di buone intenzioni e arrivi a sera frustrata perché ho fatto meno della metà delle cose che avrei voluto. E ogni volta mi dico “mi serve più organizzazione, mi serve una routine”, ma devo essere sincera, non ci ho mai provato abbastanza. E soprattutto, come in tutte le cose, non bisogna mai pensare di essere arrivati, che “ormai è fatta”, perché quello è il momento in cui è più facile che crolli tutto. Bisogna lavorarci in continuazione, per mantenere sempre viva la fiamma. E niente, questo stream of consciousness solo per dire che mi hai conquistata, sono incuriosita anche dal podcast, lo cercherò 😉

    • J. A. Windgale

      Mi ritrovo anche io nelle tue parole e, ti dirò, una mente che va a diecimila giri al secondo è anche più difficile da “addomesticare” rispetto a una più tranquilla. Ci combatto ogni giorno ed è faticoso, però nei momenti in cui senti di avercela fatta la soddisfazione è pazzesca, unica. Non ho molto da dirti a parte “non arrenderti” e che quando vuoi puoi venire qui a sfogarti con me: ti capisco al 100% 😂

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