La mia writing routine

La mia writing routine

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Quando ho iniziato a scrivere, la notte era mia compagna. La casa della mia infanzia è sempre stata troppo piena di persone perché potessi sentirmi libera di costruirmi delle abitudini personali e dividere la stanza con tuo fratello non aiuta se sei in cerca di concentrazione o dei tuoi orari. Lui è sempre stato un angelo, lo ammetto, ma ci sono cose che, ovviamente, non puoi ottenere in certe situazioni. Una routine, ad esempio.

Questa cosa scrivetevela, stampatela a caratteri cubitali e appiccicatevela ovunque, anche in fronte: una routine sana è necessaria per vivere e lavorare meglio. E, attenzione, ho scritto SANA, perché farsi otto ore di ufficio filate senza aver modo di prendersi i propri spazi NON è sano, continuerò a ripeterlo all’infinito, ma ne parleremo in un altro articolo. Tornando a noi, vi assicuro che neanche io ci credevo prima di provare, sembra una di quelle cose che si dicono per far apparire le vite degli influencer favolose, organizzate e scintillanti. Non è così, è una cosa reale che consiglio a tutti e sono qui proprio per parlarvene.

Writing routine

Perché è importante una routine

Il nostro cervello è letteralmente schiavo delle abitudini. Una volta immagazzinate quelle che fanno per lui, se le tiene strette e guai a lasciarle andare. Di solito, le abitudini più difficili da estirpare sono quelle negative: il fumo, la pigrizia, il cibo spazzatura e via dicendo. E tanto è facile aggrapparsi a un’abitudine negativa, tanto è difficile assorbirne una positiva. Che volete farci? Le cose migliori richiedono fatica.

Il punto è che una volta rotti gli argini e iniziato il percorso, una volta convinta la nostra mente a perseverare, il cambiamento sarà pazzesco. Persino la pagina bianca sembrerà un ostacolo semplice da superare. E non lo dico a caso, ci sono passata. Non potete immaginare quante ore abbia trascorso a imprecare perché non riuscivo a scrivere un articolo o un capitolo semplicissimi.

Sentivo la mancanza di una routine, anche se ancora non ne conoscevo il potere. Il mio cervello non era abituato a prendersi dello spazio ogni giorno per concentrarsi e fare il suo dovere. Mi muovevo a caso, quando potevo, come la maggior parte della gente, in attesa di non si sa cosa. Di un po’ di fortuna, forse, come se la fortuna fosse qualcosa su cui contare davvero. “Chissà se oggi avrò un po’ di tempo per me”, mi dicevo. Qualcuno ci si ritrova?

Ho dovuto allenare il cervello, come faccio con il corpo in palestra. Anche lì, quanto è difficile essere costanti e non rimandare, rimandare, rimandare finché non scade l’abbonamento? È la stessa, identica cosa. Quando fai sport, il corpo sta meglio. Quando segui una routine sana, la mente sta meglio.   

La mia writing routine

Come ho iniziato

Non immaginatemi come una super guru dell’organizzazione. Ho sudato tutte le magliette che avevo per capire come adattarmi a questa nuova sfida. Non è stato facile, a volte ricado nelle vecchie abitudini persino ora. Basta poco, siamo umani. Ma siamo noi a scegliere se arrenderci o meno. E io non mi arrendo, quindi pretendo che non lo facciate nemmeno voi. Se no non ha senso continuare a seguirmi, se non vi sprono abbastanza sono una pessima coach!

Insomma, mi sono imbattuta in questi libri (e video su YT) che parlavano del perché creare una sana routine mi avrebbe cambiato la vita. Io, scettica, con le sopracciglia che mi arrivavano sotto i capelli per quanto le tenevo alzate, mi sono detta: “Be’, proviamo, peggio di così non può andare!”. Non avevo niente da perdere, al limite sarei rimasta allo stesso punto.

Ho perseverato per tre giorni e al quarto volevo già ingozzarmi di pizza e piangere tutte le mie lacrime. Mi sembrava un’impresa impossibile. Ho continuato per una settimana e mi sono arresa. Poi ho riprovato, ancora e ancora, per mesi, finché la settimana non si è trasformata in dieci giorni, quindici, venti e alla fine mi sono ritrovata a stare meglio. Molto meglio. Scrivevo di più, leggevo di più, ero meno stanca. Incredibile, funzionava davvero!

La costanza è tutto, gente, e ripaga sempre. Non sono marchette, frasi fatte, cavolate dell’internet. È la pura e semplice verità. E se avete imparato un po’ a conoscermi, sapete quanto sia critica e schietta: dico sul serio, non sto vendendo niente, non ho nulla da guadagnarci se non la soddisfazione di sentirmi dire: “ce l’ho fatta anch’io” da qualcuno di voi.

Scrittura creativa

La mia routine

Quindi? Qual è questa magica routine che ha cambiato il mio modo di lavorare? Ora ve la spiego, ma premetto una cosa: è la MIA routine, non una routine generica che va bene per tutti. Me la sono creata seguendo l’istinto e le necessità della mia mente e del mio corpo. Potete usarla, se volete, ma se vedete che non funziona non vi arrendete, significa solo che dovete modificarla perché sia giusta per voi.

  • La mia giornata inizia alle sette del mattino (alle sei e mezza d’estate perché dormo meno). Dalle sette alle otto, non mi alzo neanche dal letto, prendo subito il laptop e inizio a scrivere. Comincio con il mio libro, perché non voglio condizionamenti derivanti dalla giornata che inizierà. Appena sveglia ho la mente tranquilla e pulita, non sono arrabbiata, nervosa, felice, affamata o qualunque altra cosa possa distrarmi. C’è un equilibrio magico nella mattina, che dovremmo sfruttare tutti al meglio.
  • Scrivo dalle sette alle otto, senza neanche accendere il cellulare. Non esiste niente fino alle otto. Subito dopo faccio un po’ di stretching: non bisogna mai dimenticare che abbiamo anche un corpo e, se sta bene, sta meglio anche la mente. Non fatevi venire il collo di granito come ho fatto io per cocciutaggine, ‘che poi tornare a muovervi come fringuelli è una rottura di pizzette.
  • Finito lo stretching a volte medito: non sempre, dipende dalla giornata. Poi mi lavo e mi preparo.
  • A questo punto è il momento della colazione: di solito mangio uova e pane integrale, oppure un frullato di banana e una fetta di pane tostato. Mentre riempio lo stomaco, leggo qualcosa per una mezz’oretta, così rilasso la mente e immagazzino ispirazione. Sono una che sceglie i libri a seconda di come si sente e leggerli potenzia il mood in cui sono, il che può essere negativo o positivo, dipende da voi. Per me è positivo.
  • Finita la colazione, torno al pc e scrivo fino alle undici del mattino. Questa volta parliamo per lo più di articoli per il web, ma se mi sono anticipata qualcosa prima posso anche continuare a scrivere il libro in lavorazione.
  • Alle undici mi occupo dei social, delle mail, dei messaggi e tutte le cose che hanno a che fare con altre persone. Registro i podcast o seguo dei webinar, faccio le telefonate della giornata, dipende da cosa ho schedulato.
  • Poi cucino qualcosa e pranzo. A volte, se devo cucinare ingredienti che richiedono tempo, finisco le mie cose al tavolo della cucina, mentre le verdure si insaporiscono nella padella o mentre aspetto che patate e zucca si ammorbidiscano per creare una vellutata. Cucinare mi rilassa tantissimo, non è mai stato un peso.
  • Durante il pranzo, spesso io e Lu guardiamo delle sitcom per rilassarci un po’. Al momento stiamo facendo un rewatch di How I met your mother. Se invece pranzo da sola, leggo qualcosa.
  • Dopo pranzo, altra sessione di scrittura, fino alle quattro, quando faccio un po’ di esercizio fisico. Prima andavo in palestra, ora mi sono attrezzata per allenarmi a casa, anche se non vedo l’ora di poter uscire di nuovo per arrivare al parco in bicicletta e prendere un po’ d’aria.
  • L’ultima parte della giornata, più o meno dalle cinque alle sette, varia a seconda di come sono andate le ore precedenti. A volte guardo una puntata di una serie tv o leggo, oppure scrivo un altro po’ prima di cena. Spesso ho delle videolezioni programmate o editing e valutazioni da terminare.
  • Organizzo le cose anche in base agli orari dei miei clienti, cerco di essere morbida ma non troppo, se no mi ritrovo chiamate alle dieci di sera per aggiornamenti sull’editing in corso. What? Un giorno vi racconterò le meravigliose avventure in cui mi sono imbattuta lavorando da freelance.
  • Dopo aver cenato ed essermi rilassata qualche ora, vado a dormire. Al massimo a mezzanotte, altrimenti non riesco a svegliarmi presto e distruggo la mia bella routine.
Writing routine

Quando seguo l’istinto

Visto che la mia firma è la sincerità, voglio esserlo del tutto anche su questo argomento: capita che io salti dei giorni della mia routine, semplicemente perché non mi sento al massimo o perché decido di prendermi un giorno di pausa. Ho scelto di lavorare da freelance per essere libera dagli orari pressanti imposti da qualcun altro. Non amo rinchiudermi in una gabbia e seguire regole che non fanno per me, preferisco crearmele perché siano adatte alla mia vita.

Ci sono giorni in cui sono giù o non mi sento bene. Quando non si è al top, è inutile continuare a spingere e stare ore su quella cosa che non risolverai neanche in trenta ore. Meglio prendersi del tempo per ricaricarsi e riprovare il giorno successivo. Quante volte vi è capitato di stare otto ore in ufficio e non concludere nulla e poi risolvere tutto in un’oretta qualche giorno dopo? È normale ed è sano ascoltare la nostra mente e il nostro corpo.

Per farvi un esempio meno drastico: sto scrivendo questo articolo alle otto e trenta del mattino, in un momento che, secondo la mia routine, dovrei dedicare alla colazione. Perché? Perché sono ispirata e non mi va di fermarmi. Oggi mangerò più tardi, durante la seconda sessione di scrittura.

Il punto è che non dovete comportarvi come robot. Dovreste avere una routine sana, certamente, ma dovreste anche sentirvi liberi di cambiarla quando provate determinate sensazioni. Senza scuse, però, non sono contemplate pigrizia e distrazione. Sto parlando di cose importanti, non di procrastinazione e bugie che vi raccontate per non portare a termine il vostro lavoro. C’è bisogno di autodisciplina e so che questa parola spaventa molti.

La maggior parte delle persone sono abituate a lasciarsi trascinare o a prendere ordini. Non decidono i loro orari, sono sballottate di qua e di là dalla vita, dalle persone, dal lavoro. Lo capisco, capitava anche a me. E capisco che non tutti hanno il coraggio o la possibilità di costruirsi un lavoro come il mio. Ma è necessario parlarne, è necessario mostrare che c’è un’altra strada e può funzionare. È faticosa, all’inizio, strana, ma con il tempo darà i suoi frutti e regalerà una vita migliore.

Hai bisogno di rilassarti

Cosa potete fare voi

Dato che abbiamo tutti vite e impegni diversi, come potete creare una routine se la vostra giornata sembra già piena? Prima di tutto, smettendo di pensare di non avere tempo per fare le cose. Sono certa che almeno un’ora al giorno potete ritagliarvela e non lo fate per abitudini sbagliate o pigrizia, come succedeva a me. È come quando qualcuno ti dice: “dovevo chiamarti, ma non ho avuto il tempo”. Se vuoi chiamare davvero qualcuno, lo fai anche dal bagno, mentre sei in pausa, suvvia, non nascondiamoci dietro a un dito.

Vi dico come ho iniziato a ritagliarmi il tempo io quando non potevo ancora decidere i miei orari: svegliandomi prima. C’è un libro, The Miracle Morning, che spiega bene quanto può aiutare sfruttare la mattina. So che lo spammo spesso, ma mi ha davvero aiutato.

Mi svegliavo alle sei del mattino e, dovendo uscire alle otto per andare in ufficio, sfruttavo le ore precedenti per dedicarmi a quello che mi faceva stare bene. Scrivere, fare esercizio, meditare, leggere. So cosa state pensando: “Alle sei del mattino? Tu sei pazza!”. No, non lo sono. Cioè, sono pazza per altri motivi, ma non per questo. Ve lo ripeto ancora: è questione di abitudine. Se non riuscite a fare una cosa è perché non ci state provando abbastanza. Pigrizia e procrastinazione sono fardelli che ognuno di noi si porta dietro, difficili da lasciare andare. Lo so, fatico anche io a fare le cose, non è che mi sveglio la mattina e mi riesce tutto. Magari fosse così!

Chi è riuscito nel proprio intento ha perseverato. È stato costante, resiliente, concentrato. Siate tutte queste cose anche voi, senza se e senza ma. Prima o poi vi accorgerete che ho ragione. E il primo che mi dice “per te è stato facile, non sai cosa vuol dire” lo sbrano. Le vite delle persone sembrano perfette da fuori, ma non è così. Tiratevi su le maniche e fate in modo che anche per voi sia così, basta scuse.

Bene, direi che per oggi ho ciarlato abbastanza. Ora torno alla mia routine e recupero la colazione. Ho una fame! Fatemi sapere se questo articolo vi ha aiutato in qualche modo e siate coraggiosi, iniziate oggi, non rimandate più il lavoro sulla vostra serenità. Skål!

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6 commenti su “La mia writing routine”

  1. Molto interessante e soprattutto d’ispirazione. Prenderò spunto dai tuoi consigli, sei fantastica ✨

  2. È stato davvero illuminante, devo ammetterlo. E sì, ci sono giorni in cui rendo di più e giorni in cui chiudo bottega prima. E va bene così. Non mi sta inseguendo nessuno e per quanto poco, la produzione che faccio è il risultato della giornata corrente. E ora alle 18 avevo voglia di commentare qua. In ogni caso grazie!

  3. Un articolo che ho letto davvero con piacere. Se posso chiederti una cosa mi piacerebbe molto sapere come sei riuscita a entrare nel mondo della scrittura come lavoro. Che tipo di studi hai fatto, se esiste un modo per entrare nel settore e quali requisiti sono necessari. Riuscire a lasciare il mio attuale lavoro per farne uno che sia così vicino alla mia passione come il tuo sarebbe quanto di più bello potrei sperare, ma al momento la cosa mi sembra davvero impossibile. Spero che riuscirai a rispondermi, e in ogni caso grazie per questo tuo articolo.

    1. Parlerò di questo argomento in una delle prossime puntate del mio podcast. Lo trovi in home: si chiama Skryvo, come la rubrica qui sul blog, e inizierò a caricare le puntate da stasera. Penso che scriverò anche un articolo, così è più comodo per chi non è abituato ad ascoltare podcast ♥

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