3 libri da studiare

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In questa rubrica cerco sempre di dare consigli agli scrittori (li trovate qui) proponendo esercizi e tecniche di organizzazione dal lavoro. Ma oltre a queste due cose ce n’è un’altra altrettanto importante: lo studio. Già, perché prima dell’esercizio, prima di qualunque partenza, bisogna sfogliare, sottolineare, fare le ore piccole con il naso tra le pagine e consumare inchiostro per prendere appunti.

Sembra quasi mainstream nel 2020, vero? Quanta gente lì fuori racconta che per pubblicare un libro basta schioccare le dita? Basta un’idea buttata lì? Vorrei essere dispiaciuta di non far parte del gruppo dei “maghi letterari”, ma non lo sono. Io sono per le capacità mischiate allo studio e all’umiltà. Nessuno nasce “imparato”, nessuno ha il guizzo senza arrotolarsi le maniche fino alle spalle e sudare. Può sembrare così, da fuori. Ti diranno, magari, che loro non hanno studiato, che sono nati così. Bene, in questo caso stanno mentendo a te o a loro stessi. Oppure siamo davvero di fronte a un genio, ma è una possibilità vicina a circa lo 0,001%.

Tutta questa premessa per prepararti a quello che troverai poco più giù: 3 libri da studiare per diventare uno scrittore migliore. Sì, ti sto dando un compito per casa e mi aspetto che tu lo porti a termine, altrimenti mi vedrai diventare Ursula della Sirenetta. Mi sono capitati scrittori che venivano a chiedere consiglio, io rispondevo con cose da studiare, loro non studiavano e poi tornavano a piangere perché non riuscivano proprio ad uscire dal problema.

Ecco, su questo non transigo: una Writing Coach non ti consola quando non hai voglia di fare le cose. Almeno, io non lo faccio. Se vieni a bussare alla mia porta, aspettati di trovare una persona che ti guidi facendoti notare quando stai facendo una stupidaggine. Tipo crogiolarti nella pigrizia. Uno scrittore non è pigro. Uno scrittore studia, si migliora, va avanti a testa alta e impara il più possibile da se stesso e dagli altri.

Per cui, preparati se vuoi entrare in questo mondo. Qui su Fabula, nei miei podcast o nelle mie consulenze e lezioni private ti darò pagine e pagine da leggere, film da guardare, serie tv da spulciare e dispense da consumare. Siamo solo all’inizio. Accetti la sfida o hai già voglia di scappare? 😏

Scrivere un romanzo

Scrivere un romanzo. Come strutturare personaggi e storie in modo efficace

L’arte del romanzo vive all’interno dell’immaginario collettivo avvolta da una sfera di sacralità inviolabile; di conseguenza, la possibilità del suo insegnamento viene spesso negata e derisa. In realtà, da un libro, qualche volta è possibile acquisire la spinta per scrivere nella giusta direzione. Qualche altra volta si possono trovare stimoli, o esempi o indicazioni concrete per la risoluzione dei problemi. Qualche altra volta ancora si riesce a ottenere qualcosa di più, come una profonda esplorazione delle strutture del romanzo, condotta da qualcuno competente e esperto.

È il caso di Donna Levin, insegnante di scrittura e scrittrice lei stessa, che ci aiuta a conoscere quello che è necessario sapere per scrivere al meglio il proprio romanzo. Questo testo è infatti una sorta di seduta di sviluppo e editing narrativo per scrittori, e ogni suo capitolo unisce alla teoria letteraria la pratica laboratoriale delle note di riscrittura e l’uso di esercizi e “casi” tratti da grandi capolavori letterari e cinematografici.

Alcuni esempi, tra i tanti: come rendere appassionante un conflitto e quale punto di vista utilizzare per dare spessore a una storia? Come alzare la posta in gioco per accrescere l’identificazione del pubblico? Perché prestare grande attenzione alla divisione in capitoli? Insomma quali strumenti utilizzare per raccontare in modo più efficace e preciso la propria storia. Da veri narratori.

Il viaggio dell'eroe

Il viaggio dell’eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema

Il film e la fiction tv raccontano storie. Le narrazioni più coinvolgenti, quelle che, a seconda dei casi, ci tengono incollati allo schermo col fiato sospeso o ci lavorano dentro per riemergere alla mente nelle ore o nei giorni successivi, sono quasi sempre riconducibili agli antichi miti. Forse perché, come ha scritto Jung, se il sogno è il mito individuale, i miti rappresentano i sogni collettivi dell’umanità. E il grande cinema è anch’esso sogno collettivo.

Questo libro tenta di analizzare la figura del protagonista del film, con le stesse categorie con cui lo studioso americano Joseph Campbell, analizza l’eroe mitico e il suo percorso avventuroso. Ma non si tratta di un saggio antropologico o sociologico, bensì di una guida all’analisi della struttura fondante della sceneggiatura. Infatti l’eroe mitico è la metafora del protagonista di qualsiasi film in cui il personaggio principale compia nel racconto per immagini un percorso che lo porti alla fine della storia a conquistare una nuova consapevolezza.

La struttura di questo viaggio, le stazioni di questo procedere, le figure ed i passaggi che porteranno l’eroe a compiere un tragitto “iniziatico”, tutto questo viene spiegato nel libro con riferimenti continui a sequenze di grandi film. Un testo che nasce da una rielaborazione narratologica che parte da Aristotele e la sua “Poetica” e, passando per Freud e Jung, Lucas e Spielberg, torna a noi.

L'arco di trasformazione del personaggio

L’arco di trasformazione del personaggio

Nelle grandi narrazioni i protagonisti si dividono al fondo in due grandi categorie. Da una parte gli eroi che non cambiano, qualcuno che entra nella storia già come eroe e per questo, dopo mille avventure, risolve il problema e ristabilisce l’equilibrio e l’ordine senza cambiare di una virgola. Dall’altra, ed è quella che produce i film migliori, il protagonista durante i conflitti che deve affrontare per arrivare alla risoluzione finale si modifica, acquista consapevolezza e supera un problema interiore che spesso non sapeva di avere.

Il libro spiega come gestire l’arco di trasformazione del personaggio. Il nucleo del modello teorico e narrativo di Dara Marks fonde gli studi di Chris Vogler con quelli di Linda Seger e di Robert MaKee, per arrivare all’individuazione di un motore immobile che sottende la scrittura di ogni grande storia. La scoperta cioè che a dare spessore umano al film è una profonda relazione tra il movimento del plot e lo sviluppo interiore del personaggio, a partire da una “ferita inconscia” che affligge il protagonista all’inizio del suo percorso.

L’arco di trasformazione dunque è insieme il cammino necessario a risolvere la maggior parte dei problemi di base di una sceneggiatura, ma anche il racconto delle tappe di un processo di crescita verso una consapevolezza che riguarda tutti noi.

Direi che di roba da studiare te ne ho data abbastanza almeno per un mesetto. Per spronarti a leggere, ti confido un segreto: anche io ho iniziato con questi libri. Già, ti sto facendo seguire il mio stesso percorso. Che ne sai, magari anche tu finirai a fare il writing coach, l’editor, oppure scriverai un fantasy con un drago in copertina. 👉 Tipo questo 👈

Allora? Sei ancora qui? Fila a studiare, forza!

Divisorio

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