Galateo per autori

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Qualche settimana fa, mi è capitata una cosa strana: un autore si è rivolto a me con garbo e gentilezza, chiedendomi se avessi voglia di leggere il suo libro e magari scrivergli un parere. Con il passare dei giorni, non mi ha pressata, non mi ha scritto ogni cinque secondi e non ha neppure continuato a taggarmi nei suoi post perché mi ricordassi di lui. Ho letto il suo libro, ne abbiamo parlato e tutto è andato bene.

Perché ve lo dico? Perché di solito non è questo che succede. Molti autori, come milioni di persone là fuori che fanno lavori molto diversi, si comportano in maniera meno amabile. Traduzione: sono dei gran maleducati. Pretendono, non ringraziano, non accettano critiche, ti stalkerano, ti aggrediscono verbalmente un giorno e ti elogiano l’altro senza un motivo plausibile e via dicendo. Il tutto per avere una recensione o un parere.

È come se io andassi al ristorante, mi infilassi in cucina e iniziassi a mettere le mani ovunque, rovesciando piatti, urlando, per poi tornare al mio posto e lamentarmi perché il servizio fa schifo e il cibo non è ancora arrivato. Non so se rende.

Ogni bookblogger, almeno una volta nella vita, si è ritrovata a subire certi tipi di angherie, chiedendosi quale sia il modo migliore di rispondere a certi approcci da parte di un autore. Blogger di tutto il mondo, sono qui per aiutarvi. Diciamo BASTA ai maltrattamenti da parte degli autori. E SÌ a Valsoi… ehm, al rispetto del lavoro altrui! Signori, se nessuno ha insegnato l’educazione da piccoli a queste bestioline, è ora di rimediare. Gliele inculco io le cose in testa, con la delicatezza che mi contraddistingue.

Andrò, quindi, ad elencare diverse situazioni che mi sono capitate, raccontandovi l’oscuro mondo dei rapporti tra blogger e autori. Attenti, state per scoprire una realtà nascosta, graffiante, spaventosa, una realtà che- Ok, la smetto. Che antipatici!

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Ti seguo sempre, quindi mi devi la recensione

Questo è un approccio sottile. L’autore spinge sul senso del dovere o sul senso di colpa. Se mi segue, gli devo qualcosa. No, non è così. Non gli dovete niente. Perché non l’avete costretto a seguirvi, né a proporvi il suo libro. Non lo costringete a mettere un determinato numero di “mi piace”, né tantomeno gli chiedete di stalkerarvi ogni giorno in attesa di un pagamento per una cosa che migliaia di altre persone fanno per puro piacere. Di solito, questo tipo di persone sono anche quelle che non leggono un tubo nel vostro blog, si limitano a scorrere un po’ la home e guardare due stories.

Lui sta mentendo

Ciao, a che punto sei?

L’approccio più comune: lo stalking. Non so come si comportino gli altri, ma quando mi capita una proposta di lettura mi premuro sempre di avvertire sui tempi. Può capitare di avere un’agenda fitta e dover posticipare delle cose, per cui si avverte e via.

In un periodo pazzo come questo del coronavirus, poi, può capitare di tutto, quindi bisogna essere un po’ flessibili. Ma, ovviamente, non è semplice da capire per queste persone, che sono la stella polare di loro stessi. Tutto gira attorno a loro, ti scrivono messaggi su messaggi certi che tu stia aspettando solo questo per migliorare la tua giornata.

Risultato? Per ogni messaggio rompi-ombrelli aggiungo un mese di attesa. Mi scrivi tutti i giorni? Eh, tesoro, forse la recensione la vedi a ottant’anni. Sorry not sorry, hai rotto.

Mi urti

Ho visto che hai iniziato un nuovo libro…

Rafforzativo del punto sopra, fatto successo neanche troppo tempo fa. Come sapete, spesso collaboro con le case editrici, quindi metto in fila gli eventi in modo da coprire ordinatamente il calendario. Inizio a leggere, tranquilla, prendo appunti, lavoro, insomma. Ma non senza stress, perché, come un capo dispotico, questi autori sbucano dalle tenebre per ricordarti che DEVI MUOVERTI o il loro libro non lo leggerai mai. Ovviamente, senza considerare che le collaborazioni sono state decise PRIMA che il genio inviasse il suo libro, che viene automaticamente dopo in scaletta. Risultato? Al mese di prima aggiungiamone altri tre bonus.

Chiudetegli i microfoni

Quando esce la recensione?

Rafforzativo del rafforzativo. L’autore ti ha proposto il libro, gli hai detto che ci vorrà un po’ di tempo perché sei molto impegnata, te l’ha mandato lo stesso e vuole tutto il prima possibile. Peccato che, avendo già passato gli step precedenti, la lettura del suo file sia slittata di circa dodici anni. Per cui, no, non esce a breve la tua recensione, perché mi hai frantumato le ovaie. Le mie e quelle della mia migliore amica che non ne può più di sentirmi dire “è arrivato un nuovo messaggio”.

Madre di dio

Taggo, taggo, taggo!

E qui raggiungiamo vette altissime. Inizi a evitare i messaggi dell’autore, per il suo bene, ma provochi l’effetto contrario. Siccome non lo caghi, l’autore inizierà a taggarti OVUNQUE, perché DEVI seguirlo, guardarlo, ascoltarlo, consolarlo, fargli da psicologa e magari anche da cuoca, che non guasta mai. Aspettare non è il suo forte, rompere la cristalleria sì. Attenzione: questi sono i tipi che si aspettano un vaffa e quando finalmente decidi di tirarglielo a mo di frisbee inizieranno a lamentarsi di quanto tu sia ingrata e maleducata. Perché lui ti stimava e tu ti sei comportata male.

Ma che ti dice il cervello?

Bella quella foto! A che punto sei?

Tipologia di autore che si aggrappa a un argomento, fa due domande in croce solo per attaccare bottone per poi arrivare alla domanda vera: quella sul suo libro. Magari hai parlato tutto il giorno del tuo cane e ti arriva un messaggio: “Che carina, come si chiama?”. “Willow.” “Bellissima. Senti, hai letto il mio libro?” Non funziona, ragazzi. E siete anche pessimi e sgamabilissimi, lasciatevelo dire. Neanche a quattordici anni mi facevo beccare così. Usate un attimo il buonsenso, dall’altra parte dello schermo c’è una persona non una rana.

Non voglio essere presa in giro da questo vagabondo

Ti vedo online, perché non mi rispondi?

Be’, per diversi motivi. Uno, ogni volta che mi chiedi qualcosa non ringrazi e non saluti. Due, i post si programmano, lo sanno anche i muri, quindi una roba postata non vuol dire essere online. Tre, hai trovato tutti i modi possibili per attirare l’attenzione, se ti ignoro evidentemente qualcosa di strano avrai fatto, che ne dici di scusarti e tornare in pista? Sono una che perdona, ci passo sopra alle cose, se si mostra un po’ di buonsenso. Quattro, fino a prova contraria decido io quando, se, come, dove, con chi, perché, per cui, percome e in che modo rispondere. E più mi spingi a farlo più non lo faccio.

Gli eventi me l'hanno impedito

Ti faccio una pubblicità negativa!

E qui casca l’asino. È un ricatto questo, soprattutto se c’è qualcosa di tuo in giro che si può recensire o votare. Hai scritto un libro? L’autore stalker andrà a recensirlo negativamente apposta per sfogare la frustrazione. Parlerà male di te ovunque e con chiunque. Sei tu la cattiva, fattene una ragione, lui è il buono. Ha regalato il suo libro a una truffatrice che vuole solo approfittarsene. Cattiva, sei una persona cattiva. Brutta. Malvagia. Avete capito l’antifona, no?

E qui chiudo

Quello gentile

Livello bonus per un tipo di autore subdolo, che invece di dirti le cose in faccia ci gira intorno e fa in modo di irritarti in modo che tu passi dalla parte del torto. È sempre stato gentile, lui, erano solo domande, si interessava, ti scriveva, ci tiene a te. Non è giusto il modo in cui ti stai comportando nei suoi confronti.

Passa il tempo e la cosa diventa sempre più strana, perché effettivamente non puoi rispondergli in un certo modo, non puoi neanche dimostrare il sottotesto, che è palese ma inimpugnabile. Che succede? Che smetti di rispondere, perché la situazione è diventata così paradossale che ti sembra di avere un coltello alla gola. Sapete quelle frasi tipo “guarda cosa ho fatto, immagino che lo farai anche tu per me, presto, molto presto”. Neanche i personaggi di Stephen King sono così inquietanti…

La gente ha capito chi sei

Quindi, come devo comportarmi se sono un autore?

Se qualcuno di voi è già un autore (o aspira ad esserlo) e non ha ancora contattato nessun blog, oppure l’ha fatto e ha sbagliato, tranquilli, si può sempre imparare e migliorare. Dopo avervi detto cosa NON fare, vi suggerisco anche cosa DOVRESTE fare. Come sono magnanima, eh? Vi do la pappa pronta.

Prima di tutto, la gentilezza. Buongiorno, ciao, grazie, per favore e via dicendo. Usate queste paroline SEMPRE. Cambiano tutto. Voglio dire, è una cosa che si impara alle elementari, non vi si chiede la luna, non siamo in Sailor Moon.

Seconda cosa, la chiarezza. Niente frasi a mezza bocca, cose sottintese, richieste strane. Se non vi va bene qualcosa, ditelo. Con la gentilezza citata prima. Se volete la recensione e/o collaborazione entro una certa data fatelo presente. Altrimenti la blogger è autorizzata a leggerlo quando vuole e con i suoi tempi. Per quanto mi riguarda, sono io stessa a mettere dei paletti, spiego sempre le mie tempistiche e do una data massima, oltre la quale non vado mai. Se, però, ti comporti male, potrei decidere di bollarti e non scriverti più. La conseguenza di un atteggiamento maleducato.

Terzo, puoi contattarmi, ma con garbo. Se è passato molto tempo dal nostro ultimo scambio, magari puoi iniziare a chiederti se non mi sia passato di mente il tuo libro. E con molto tempo intendo più di un mese o comunque oltre la data stabilita. In questo caso, va benissimo scrivere alla blogger, che potrebbe aver avuto una dimenticanza umana. Non vi dico di chiudervi in casa e non avere più contatti con nessuno, ma di approcciarvi con serenità.

Quarto, se avevate un buon rapporto con la blogger anche prima, potete, ovviamente, continuare a scriverle. L’importante è evitare che in ogni santo discorso scappi la domanda sul libro. Ti interessano i miei argomenti? Ne sono felice, ma non usarli come merce di scambio per avere qualcosa. Non funziona così.

Quinto, il buonsenso. È una regola un po’ generica, me ne rendo conto, ma vi prego di usare il buonsenso. Di capire quando potete disturbare e quando no, quando state esagerando e quando invece potete stare lì a ridere e scherzare. Ogni persona ha una sua sensibilità e una vita diversa dalla vostra. Cercate di comportarvi nel modo in cui vorreste essere trattati. Non credo vi piacerebbe essere usati come uno straccio sporco, per cui non fatelo con gli altri.

Sesto, abbiate pazienza. Sempre. La pazienza è una virtù davvero importante nella vita. “Tutto e subito” non è un mantra accettabile.

Grazie

Pensate sia di parte perché sono una blogger? Eh no, vi fermo subito! Sono anche un’autrice e, siccome sono una regina giusta, preparerò anche un articolo sui blog che si comportano male nei confronti degli autori.

Quanto sono brava? Ecco, cercate di esserlo anche voi. Se avete fatto una delle cose elencate qui sopra, rimediate chiedendo scusa, prima che qualcuno venga a bussarvi alla porta urlando in lingue sconosciute perché non ne può più. Fidatevi, prima o poi succederà. Io sto per farlo con qualcuno proprio ora. E non sono per niente delicata quando mi arrabbio.

Siate autori degni di questo nome, comportatevi in modo maturo e corretto e avrete le stesse cose in cambio. Capito? Lo spero.


Se vi interessano altri articoli come questo, correte a leggere gli “11 motivi che fanno di te un pessimo scrittore”.

Ah, non sono l’unica ad aver scritto di questo argomento! Perché non andate a dare un’occhiata anche agli articoli di “Il mondo di sopra” e “La soffitta dei libri dimenticati”? Sono più puffose di me e hanno scritto un sacco di cose interessanti.

Ah (2), non guardo programmi trash alla televisione, anche perché non ho neanche collegato l’antenna e praticamente vivo su Netflix, ma le gif di trash italiano mi fanno piegare dal ridere, quindi ve le beccate.

Divisorio

TOCCA A TE

Hai un blog e ti è capitata una delle situazioni sopra elencate? Scrivimi la tua esperienza, potremmo collaborare e preparare un articolo insieme!

Be magical

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